Le cento di Lavezzi che entusiasmano pochi

E sono cento. Cento in maglia azzurra. Arrivò un po’ gordo in estate e conquistò tutti con una tripletta contro il Pisa. Da allora, lui come Hamsik, è vissuto nel perenne conflitto dell’equivoco tattico. Torna a prender palla troppo indietro e non segna dicono i suoi detrattori. Spacca le difese ed apre gli spazi come nessuno ribattono coloro che lo amano.
Nella classifica degli assist è al secondo posto dietro Krasic, e questa la dice lunga sulla sua forza dirompente che però non sempre si traduce in gol. Di Lavezzi ricordo la fuga di Natale di due anni fa quando si fece ammonire (e quindi squalificare) pur di tornare in Argentina con una settimana di anticipo, ma anche i ventitré gol finora fatti. Che fanno uno ogni quattro partite giocate.
La prima maglia azzurra indossata guarda un po’ il 15 agosto 2007 contro il Cesena, in Coppa Italia. Tre giorni dopo, il 18 agosto, alla sua seconda partita ufficiale con la maglia del Napoli, la  tripletta nel match contro il Pisa, anch’esso valido per la Coppa Italia. Fu in quel momento che cominciai a difenderlo da tutti perché sul suo viso vedevo il bimbo che si divertiva a correre dietro un pallone. I mugugni nella prima di campionato contro il Cagliari e poi sbocciò a Udine in quella memorabile vittoria che lo consacrò.
A me Lavezzi piace perché è un altro che sul campo non si tira mai indietro, ci mette la faccia anche quando non parla. Ha vinto il duello all’ok Corral con Quagliarella complice Mazzarri ma qualcuno dovrà chiedersi perché l’ha vinto lui e forse non l’ha perso lo stabiese. La verità è che forse sul campo, ma solo sul campo,  potevano coesistere entrambi in questo Napoli perché Lavezzi poteva agire da anarchico alle spalle di Quagliarella e Cavani. E Hamsik? Quattro attaccanti non ce li possiamo permettere se a questo aggiungiamo anche l’estro di chi avrebbe voluto fosse restato Cigarini la domanda su chi difende nasce spontanea.
Se a fine campionato mi presenteranno sul piatto una bell’offerta per il Pocho io sarei contento di darlo, ma ripeto, secondo me il problema è e rimane sempre Hamsik. Piedi buoni senza dubbio, ma mai troppo attaccante, mai troppo centrocampista. Solo che lui fa gol e chi segna ha sempre ragione.
Paolo Carafa

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