Berlusconi, quanto vuoi
per battere la Juventus?

Ho deciso. Oggi chiamo Ghirardi e Berlusconi. E propongo loro un premio se mi battono la Juve dopodomani e domenica l’altra. Oddio, l’idea di chiamare il Premier con la P maiuscola e proporgli dei soldi come premio mi fa sorridere. Io, a lui. Forse sarebbe meglio una casa ma non esageriamo. Prima di tutto dovrei procurarmi il numero.  Ma in fondo, mi chiedo: i premi a vincere sono davvero così fuori dal mondo? Mourinho ha proposto alla Sensi di girare al Siena i soldi risparmiati come benefit per il successo in Coppa Italia persa malamente mercoledì all’Olimpico. Ed io mi chiedo, ma che male c’è se invece di Mezzaroma i soldi glieli dà direttamente la Sensi? I premi a vincere sono vietati. Per tutti basterebbe il famoso articolo 1 che parla di leatltà e probità sportiva. Ma le raccomandazioni no. Quante volte si è sentito di un giocatore che ne ha chiamato un altro chiedendogli battimi questa o quella squadra?  E se gli avesse offerto una cena in cambio? Non sarebbe un premio a vincere? Non stai taroccando il campionato perché non chiedi a qualcuno di perdere, e quindi di falsare il campionato. Al contrario,  gli aumenti le motivazioni. In Spagna sono alla luce del sole e si utilizzano praticamente per tutto il campionato. Perché in Italia non se ne potrebbe parlare,  visto che sottotraccia già lo si fa? E poi Mourinho dice che se ne vuole andare. Chiaramioci, la mia è solo una provocazione. O forse no?
Gianluca Agata

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