
Il mio giorno all’improvviso fu l’invasione di campo in Napoli-Modena
Avevo dodici anni, ci fu una storica invasione di campo. Da quel giorno ho seguito tutte le partite del Napoli

Avevo dodici anni, ci fu una storica invasione di campo. Da quel giorno ho seguito tutte le partite del Napoli

Le partite con mio padre che mi prendeva in braccio, i suoi amici che urlavano frasi irripetibili, il sonno nel viaggio di ritorno sul sedile posteriore della Giulietta.

La notte non dormii per l'emozione. Era Napoli-Fiorentina di Coppa Italia, si giocava in notturna

Un giorno all'improvviso fu una doppia folgorazione. Per una ragazza di Pomigliano d'Arco e per la cultura napoletana. Con un finale tutt'altro che lieto

Un cuginetto a otto anni mi regalò la maglia sbagliata, ci misi poco a comprendere. L'emozione più forte fu Napoli-Real Madrid al gol di Francini

Sul letto, schedina alla mano, le partite ascoltate e non guardate schedina alla mano. E la speranza della felicità per un gol del Napoli, nei miei e nei suoi occhi.

All'inizio non condividevo questa passione per l'azzurro, poi ho vissuto la festa per lo scudetto e non ho più smesso di sperare in un nuovo trionfo del Napoli.

Era la stagione 1997/98, la peggiore della storia: il Napoli sarebbe retrocesso in Serie B all'ultimo posto, io chiesi a mio padre di cambiare squadra. Poi non lo feci.

Nato a Roma, mio padre tifosissimo del Napoli: la mia prima volta all'Olimpico, e il racconto dei controlli di sicurezza del calcio di una volta.

La partita era Napoli-Lazio 1-0 del 1972-73. I miei figli sono cresciuti col Napoli, non a cartoni animati

Nel giorno in cui il Napoli si avviò a perdere il secondo scudetto consecutivo, io mi innamorai dell'azzurro. Un fulmine a ciel sereno, perché certi sentimenti sono fatti anche di sofferenza.

Mio padre aveva un gruppo di amici "di stadio", in tribuna. Erano tutti abbonati, a volte qualcuno mancava e lui mi portava con sé.

Mentre a Verona festeggiavano, mio padre disse: «Se lo vinceva al Napoli ora toccava a noi stare per le strade, con le bandiere». Poi è successo veramente.

Oggi come allora vado allo stadio nei distinti con mio padre, è il ventesimo anno consecutivo di abbonamento

Ricordo con emozione la mia prima volta. Avevo sei o sette anni, rimasi stregato dal San Paolo, guardai poco la partita

Da ischitano, scegliere il Napoli mi sembrava la cosa più ovvia. Vado ancora al San Paolo, che rispetto allo stadio sull'isola mi sembrava enorme la prima volta che ci andai.

Un sinistro come Rombo di Tuono mi spinse verso il Cagliari, poi la folgorazione del San Paolo. L'incontro con Juliano e l'investitura: dovevo portare il Verbo in giro per il mondo.

Una partita anonima, come tutto il campionato 2001/2002. Era il Napoli di De Canio, Stellone, Rastelli. E ovviamente David Sesa, eroe di giornata.

La mia prima volta al San Paolo, Maradona che torna in città acclamato dalla sua gente.

Il Napoli mi è entrato nella pelle dopo il fallimento, ricordo una punizione magistrale e quegli anni sofferti