Ricordo la punizione di Gaetano Fontana e la pagina 215 di Televideo

Il Napoli mi è entrato nella pelle dopo il fallimento, ricordo una punizione magistrale e quegli anni sofferti

Ricordo la punizione di Gaetano Fontana e la pagina 215 di Televideo

Fallimento

Il mio primo impatto con il Napoli non fu dei migliori: avevo 6 anni circa e poco prima del fallimento cominciai a guardare qualche partita del Napoli in televisione con mio padre e spesso anche con mio zio, entrambi tifosissimi degli azzurri.

Di quelle partite ricordo solo qualche giocatore, tra cui il portiere Emanuele Manitta che portava il mio stesso nome, Max Vieri (fratello italo-australiano del più famoso Christian) e soprattutto ricordo i tre Monte- (Montesanto, Montezine e Montervino).

Rinascita

Il fallimento mi lasciò di stucco, mi stavo appena appassionando e pensavo fosse finito tutto: poi fortunatamente un imprenditore di Roma ma con origini a pochi chilometri da casa mia, salvò tutto. Il primo anno in C1, però, non era ancora scattato l’Amore dentro di me, anche se seguivo con molta enfasi le partite in TV e soprattutto controllavo con il televideo in pagina 215 (come dimenticare questo numero) le avversarie del Napoli per la serie B. Quell’anno perdemmo i play-off contro l’Avellino, con Capparella che si divorò più di un gol, ma niente, nessuna scintilla.

La palla calciata da “Cupido Fontana”

La scintilla scattò il 13/11/2005 al 23’ del primo tempo: punizione dal limite dell’area calciata magistralmente da Gaetano Fontana con il suo sinistro e pallone dietro le spalle del portiere. GOL. Un’immagine che mi porto dietro da 13 anni e che faccio coincidere con l’inizio dell’Amore travolgente che provo per questa squadra. La prima nel tempio che fu del più grande.

Ci sono stati altri momenti bellissimi, ma un altro è degno di nota: il 15 aprile 2006 è la data della mia prima volta al San Paolo. Partita Napoli-Perugia. Andai con tutta la mia famiglia nei distinti, la partita finì 2-0 per noi con gol di Calaiò e Capparella. Ma fu importantissima per due motivi: sancì il ritorno matematico del Napoli in Serie B; fu la famosissima partita degli striscioni “CARRARO INFAME” con tanto di foto stampate.

Altri ricordi e speranze

Poi ci fu la serie B; il gol di Cannavaro in rovesciata contro la Juventus in Coppa Italia; i fondamentali gol di Calaiò e Sosa nella cavalcata per la A; il pareggio 0-0 di Genova; gli acquisti criticati di Marino (Hamsik e Lavezzi su tutti),; Russotto che doveva essere un fenomeno; Quagliarella mandato via senza poter capire perché ; Cavani la belva assetata di gol; Higuain (devo citarlo per forza, anche se ora non ha più colore) e tutti gli altri calciatori che non ho citato ma che giorno dopo giorno, partita dopo partita, mi hanno fatto innamorare sempre di più del Napoli.

Come dimenticare gli allenatori Reja e Donadoni, la Champions con Mazzarri e l’internazionalizzazione (molto criticata, anche se fondamentale per il Napoli attuale) di Benitez. E ora Sarri, con un pensiero che anno dopo anno è sempre più vivo e forte in tutti noi tifosi napoletani: far vivere a noi sfortunati nati dopo Diego quello ha fatto vivere IL più grande di sempre.

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