Un disastro chiamato Gasperini, è peggio dell’ultimo Zeman. I Friedkin hanno gettato soldi un’altra volta

Lunari le dichiarazioni post-Bologna: "I fischi non sono per la prestazione. Il risultato determina tutto". Anche la reazione dei tifosi che hanno respinto la squadra alla fine della partita

Gasperini Roma

Dc Roma 10/01/2026 - campionato di calcio serie A / Roma-Sassuolo / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gianpiero Gasperini

Ormai lo si può dire tranquillamente: questo primo anno di Gasperini sulla panchina della Roma è un assoluto disastro. Annunciato in pompa magna e accolto dalla piazza come l’uomo che avrebbe riportato l’Olimpico ad ascoltare la musichetta della Champions, è stato capace di gettare alle ortiche una stagione nel giro di una settimana. I tifosi giallorossi lo stavano intuendo, ieri ne hanno avuto la conferma. Le parole del tecnico di Grugliasco, al termine della cocente sconfitta nel derby italiano di Europa League contro il Bologna, sono l’esempio lampante del suo momento di confusione.

Le parole di Gasperini

“I fischi sono dettati dall’eliminazione. Non sono per la prestazione, anche se la gara è stata condizionata da errori grossolani. Il risultato determina tutto. In mezzo alle ultime partite ci sono buone prestazioni con episodi infelici. Ora bisogna concentrarsi sul campionato.”

Ecco, quando si arriva a questi livelli arrampicata è fondamentalmente game over.

Una curiosa statistica

L’annata 2012/13, che i tifosi della Roma non dimenticheranno mai, si aprì con Zeman alla guida. Il suo esonero avvenne a febbraio, dopo 9 sconfitte in 23 giornate. Bene, Gasperini è già a 10 sconfitte in 26 giornate, oltre alle cocenti eliminazioni in Coppa Italia contro il Torino e contro il Bologna in Europa League. “I Friedkin vennero colti da un leggero sospetto”, semicit.

I tifosi non ci stanno

Riporta il Messaggero:

Nel trentennale del gol di Vavra, la Roma rivive un’altra serata da dimenticare. Il Bologna si traveste da Slavia Praga e, come all’epoca, beffa i giallorossi ai supplementari. Un colpo da ko che l’Olimpico stavolta ha faticato a digerire. E la Curva Sud, commovente per l’incitamento e per la scenografia pre-partita, che aveva visto migliaia di bandierine rosse, bianche, gialle, rosse e nere sventolare e creare dal nulla la Lupa capitolina, ha rifiutato al fischio finale l’applauso alla squadra che si stava dirigendo sotto il settore. È la prima volta nell’era Gasperini che questo avviene. La delusione è enorme.

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