Ghoulam su De Laurentiis: “È un imprenditore importantissimo, probabilmente il migliore oggi nel calcio italiano”
"Mi è stato molto vicino quando mi sono infortunato, sia la prima che la seconda volta. Mi mandava messaggi, mi chiamava in ospedale sia lui che la moglie. Gestisce la squadra come un padre di famiglia".

foto Hermann
Nel corso della lunga intervista a Fanpage di Faouzi Ghoulam, il terzino ex Napoli ha raccontato un inedito Aurelio De Laurentiis.
A Napoli sei cambiato molto, è stata la svolta della tua vita e della tua carriera. Ci racconti cosa è successo “dietro le quinte” della trattativa che ti ha portato dal Saint-Etienne al Napoli? Com’è stato il primo approccio con il Presidente De Laurentiis, con il direttore sportivo o con Rafa Benitez? Cosa ti hanno detto per convincerti?
“È una storia bella e un po’ complicata. In quel periodo ero in trattativa con la Roma. Avevano iniziato il campionato in modo strepitoso con Rudi Garcia, facendo dieci vittorie su dieci. Mi volevano, ma non avevano i fondi per acquistarmi a gennaio, quindi l’idea era di bloccarmi per l’estate. Avevano detto al mio procuratore di aspettare la fine del mercato invernale per chiudere l’accordo con il Saint-Etienne per giugno. Poi, però, si è inserito il Napoli. Mio fratello, che era il mio agente, andò a parlarci a Roma. In quel momento stavo facendo una buona stagione e il Saint-Etienne voleva rinnovarmi il contratto. Proprio il giorno in cui stavo andando in ufficio dai miei presidenti per il rinnovo, mi chiamò Rafa Benitez. Il Napoli non aveva ancora fatto l’offerta ufficiale, ma Rafa iniziò a spiegarmi che mi voleva assolutamente”.
Il Presidente De Laurentiis ha speso parole bellissime per te di recente: sembra che tra voi ci sia un rapporto speciale. C’è qualcosa di lui che nessuno nota, ma che tu, prima da calciatore e ora da opinionista, ricordi con affetto? Cosa non si vede del De Laurentiis che tutti conosciamo?
“Lui è un imprenditore importantissimo, probabilmente il migliore oggi nel calcio italiano. Spesso si parla di lui solo per il business o l’aspetto finanziario, ma a livello umano è un grandissimo uomo. Mi è stato molto vicino quando mi sono infortunato, sia la prima che la seconda volta. Mi mandava messaggi, mi chiamava in ospedale sia lui che la moglie. Gestisce la squadra come un padre di famiglia. La gente non se ne rende conto, ma per lui i giocatori sono come figli. Lo dice sempre nei momenti di tensione: “Il mio telefono è sempre aperto, chiamatemi per qualunque necessità, personale o professionale”. Cerca sempre di mettere tutti nelle condizioni migliori per dare il 100%”.











