Risultati e giochisti? Le uniche partite che vincono i giochisti, sono i confronti tv

Dopo l’esonero di De Zerbi, Repubblica si diverte a infierire sui rappresentanti del calcio estetico: risultatisti e giochisti non è un dibattito, è una constatazione.

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Marseille's newly recruited Italian head coach Roberto De Zerbi directs his first training session of the 2024-2025 season at the Commanderie Robert-Louis-Dreyfus training center in Marseille, southern France, on July 8, 2024. (Photo by CLEMENT MAHOUDEAU / AFP)

Con De Zerbi cola a picco il giochismo“, così Repubblica titola un pezzo sul tecnico che ha lasciato il Marsiglia, dopo la sconfitta 5-0 contro il Psg in Ligue 1 e la mancata qualificazione ai play-off di Champions. Ormai, risultatisti e giochisti non è solo un dibattito, ma una constatazione.

Il quotidiano scrive nell’edizione odierna:

Li chiamano giochisti, ma l’antitesi con i risultati più che un tema da dibattito televisivo sta diventando una mera costatazione. Roberto De Zerbi, portabandiera orgoglioso del movimento di chi persegue l’estetica più del fine, ha terminato mestamente la sua avventura francese: il Marsiglia ha capito che può fare a meno di lui. La bacheca di De Zerbi, dopo la tredicesima stagione su panchine professionistiche, mostra la Coppa Italia di Serie C e la Supercoppa d’Ucraina. Stop. Ha scelto piazze in cui costruire senza l’ansia di vincere, lasciando però opere incompiute. In Francia, la sfida del bel gioco contro i petrodollari del Psg s’è infranta sull’altare della sua stessa filosofia: quando a gennaio la Supercoppa è scivolata dalle mani del Marsiglia per un contropiede regalato al 95esimo, anche lì hanno capito che l’unica partita che vincono i giochisti è quella dei confronti in tv”.

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