A Melbourne fa troppo caldo? Sì, ma i più forti (Sinner e Alcaraz) continuano a vincere
Il CorSera: “Alcaraz ha battuto De Minaur all’aperto con 42 gradi; Sinner ha sofferto i crampi con Spizzirri, ma è stato salvato dalla chiusura del tetto. I predestinati sanno come riorganizzarsi”.

Italy's Jannik Sinner gets medical attention between the games against USA's Eliot Spizzirri during their men's singles match on day seven of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 24, 2026. (Photo by Martin KEEP / AFP) / -- IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE --
Durante gli Australian Open, che si stanno giocando in questi giorni a Melbourne, molti tennisti hanno sofferto le alte temperature, come Jannik Sinner. Il Corriere della Sera scrive che è come se si giocassero due tornei: uno all’aperto col gran caldo, uno al chiuso, con l’aria condizionata come è accaduto a Zverev, dove i grandi tennisti vincono con qualsiasi condizione.
Il quotidiano nell’edizione odierna riporta:
Ci sono due tornei in corso. Uno si gioca all’aperto, con temperature monitorate dal protocollo per il Caldo Estremo, la legge uguale per tutti che secondo qualcuno non è poi così uguale per Sinner e Alcaraz: Carlitos nel martedì dei 42,7 gradi ha battuto De Minaur all’aperto; Jannik semovente per i crampi con Spizzirri è stato salvato dalla chiusura del tetto. E dentro, si gioca un altro campionato. Ne è testimone Zverev, che ieri ha domato in quattro set l’ambizione del giovane Tien in un ambiente piacevolmente rinfrescato dall’aria condizionata; anzi, faceva addirittura freschino.
Anche quando uno è impegnato (Alcaraz) e l’altro riposa (Sinner), la feroce polarizzazione del tifo crea polemiche inesistenti. I predestinati vincono con qualsiasi condizione, semplicemente perché sono più forti. I predestinati, poi, sanno come riorganizzare i dettagli di cui è fatta la giornata quando si avvicina la stretta di uno Slam. Jannik Sinner non è un amante della vita notturna, al massimo esce dall’albergo per mangiare al ristorante. Da adesso in poi non si sprecano più energie nemmeno per la cena. E così, ieri sera, è partito l’ordine verso la Trattoria Emilia di Melbourne.










