Veltroni: «Ho nostalgia di Conte, sono sicuro che lui abbia lasciato il cuore all’Allianz Stadium»

A Tuttosport: «Antonio è un vincente, è pervaso dal calcio. Juve-Napoli? Un tempo era Platini e Maradona, ora ha meno poesia e meno classe»

conte Neres

Db Milano 11/01/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Conte espulsione

In una lunga intervista rilasciata a Tuttosport, Walter Veltroni ha parlato di Juve-Napoli e, ovviamente, della juventinità mai sopita di Conte.

Le parole di Veltroni

Spalletti che sensazioni le da?

Mi piace molto Spalletti. A parte che sono suo amico e gli voglio bene, ma secondo me è uno vero, non è costruito in laboratorio. È uno istintivo e capisce di calcio. Perché, diciamoci la verità, alla Juventus ha trovato macerie e ha messo insieme una squadra. Anche inventando-si ruoli: Koopmeiners in difesa è un’intuizione quasi come quella di Allegri quando arretrò Mandzukic, speriamo che abbia anche risultati analoghi. Ha dato sicurezza a tutti. Ha fatto capire che esiste un undici titolare. Ha fatto le cose che fanno i grandi allenatori, quale lui è. Perché ha sempre fatto bene e sulla parentesi della Nazionale di sarebbe da dire molto e se un giorno la racconteranno o si racconterà…

Cos’è Juve-Napoli?

Un tempo era Platini e Maradona, ora ha meno poesia e meno classe. Ma sono due grandi squadre. E sarà una bella partita, intrisa anche di quella contrapposizione giocosa, la migliore, che Cannavacciuolo ha mostrato con Chiellini nell’ultima puntata di Masterchef

Cosa le dice la sfida tra Spalletti e Conte?

Due malati di calcio, due allenatori vincenti, due capaci di capire il posto in cui un giocatore è meglio venga schierato. Due caratteri caldi, spettacolari. Che si incrociano lungo la via tra Napoli e Torino, due città nelle quali ciascuno ha lasciato il cuore. Ma sono professionisti ed è giusto che si comportino come tali.

Torna Conte allo Stadium, nostalgia?

Abbiamo vinto talmente tanto con Conte… come fai a non avere nostalgia di lui, di Allegri, di Lippi, di Trapattoni? Si ha nostalgia di quelli con i quali si è vinto. Quindi sì. Poi anche lui mi sta sempre molto simpatico perché è letteralmente dominato dal calcio, è pervaso dal calcio, è intriso di calcio. Capisce tanto di calcio. Se tu pensi come Conte trovò la Juve e come la cambiò in un solo anno, ecco quello ti dà la misura dell’allenatore. Perché a fare il grande allenatore con una grande formazione siamo bravi tutti. Fare il grande allenatore con una formazione così cosi, bisogna essere fenomeni.

Prima parlava di bandiere, Conte dopo la Juve ha allenato l’intere il Napoli, l’ha disturbata?

No, questo è sempre avvenuto. Anche Trapattoni è andato all’Inter, anche Lippi è andato all’Inter. Per gli allenatori è un po’ diverso rispetto ai calciatori. Poi, credo che uno come Conte abbia sicuramente lasciato il cuore all’Allianz Stadium, no? Mi turba di più questo fatto di vedere giocatori che passano come delle meteore e che neanche faccio in tempo a impararne il nome. Ecco, sa che in questo momento non riesco ad affezionarmi a un giocatore? Ed è la prima volta che mi capita in vita mia.

 

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