Endrick: «Potrei scrivere un libro con tutto ciò che ho imparato da Ancelotti»
Il 19enne brasiliano ad As: «Già sono stato con la Nazionale e la prossima volta sarò più bravo e maturo rispetto alla prima convocazione. Devo dimostrare di poter aiutare qualsiasi squadra».

Cc Leganes 05/02/2025 - Coppa del Re / Leganes-Real Madrid / foto Cesar Cebolla/Image Sport nella foto: esultanza gol Endrick
Endrick si è trasferito in prestito al Lione dal Real Madrid per trovare più spazio. Classe 2006, è ancora giovanissimo e ha bisogno di giocare per costruire la propria identità calcistica. Ecco le parole del brasiliano in esclusiva al quotidiano spagnolo As:
«Nella nostra carriera dobbiamo capire che il tempo è molto prezioso. All’inizio, abbiamo bisogno di crescere, e per farlo dobbiamo giocare. Il recupero dal mio infortunio e tutte le cure per il rientro mi hanno tenuto fuori per alcuni mesi, e sapevo che sarebbe stato difficile avere continuità di partite in Spagna. La parte difficile è stata il recupero. Sono venuto in Francia per fare ciò che amo: allenarmi e giocare. Inseguire i sogni è sempre bello.»
Le parole di Endrick
Come sono stati i tuoi primi giorni a Lione?
«Sono stati fantastici. Sono arrivato molto motivato. Questi sono stati giorni intensi di lavoro per capire tutto il necessario per poter giocare, e anche fuori dal campo con il mio trasferimento, perché avrò la stessa struttura di lavoro che avevo a Madrid. Sono venuto per dare tutto per il Lione e finire la stagione meglio della precedente. Sono molto concentrato sugli allenamenti, sul recupero e sul mio lavoro individuale, quindi ho poco tempo per uscire di casa.»
Come ti sei sentito dopo la partita contro il Lille? È stata una liberazione?
«Sono tornato molto contento. La qualificazione era molto importante. Segnare al mio primo match è stato speciale perché mi era già successo in altri tornei. Dimostra che posso adattarmi rapidamente alle tattiche e ai diversi tipi di avversari. Il gruppo mi ha aiutato molto e già mi sento parte di tutto qui.»
Perché hai scelto il Lione?
«Mi offre tutto ciò di cui ho bisogno. Gioca in un grande campionato, sono in un paese che è un punto di riferimento del buon calcio, ha una rosa con giocatori da tutto il mondo, uno staff tecnico eccellente che ama giocare in attacco e con uno stile molto tecnico, una tifoseria appassionata e un club con una storia di successi con i brasiliani. Non si può chiedere di più.»
È vero che ti ha convinto Fonseca?
«Paulo mi ha chiamato e mi ha mostrato come prepara le sue squadre, cosa faceva il Lione e cosa poteva fare con il mio arrivo. Mi è stato chiaro che mi avrebbe aiutato molto, che avrei avuto un gruppo che mi avrebbe aiutato e che io li avrei aiutati. Mi ha dimostrato che ora dobbiamo essere tutti insieme.»
Pensi al ritorno al Madrid?
«Appena arrivato (ride)! Non ho nemmeno giocato la mia prima partita in città. Non è il momento di pensare a tornare. Ora penso solo allo stadio pieno domenica e a vedere i nostri tifosi. In questo momento non devo preoccuparmi di altro che del Lione.»
Quanto sono stati difficili questi primi mesi?
«Sono stati difficili, non posso negarlo. Un infortunio che tiene un giocatore fuori dal campo è sempre triste. Non fai ciò che ami e a volte non sai quando potrai tornare né se farai bene. Per fortuna non era grave e il club ha prestato molta attenzione al recupero.»
Qual è stato il momento peggiore dalla tua arrivo in Spagna?
«La conferma che mi sarei perso il Mondiale per Club negli Stati Uniti. Non poter giocare per diversi mesi. Il momento in cui scopri che non puoi competere. Le sconfitte fanno parte del calcio. Vinciamo e perdiamo tutti. Pochi vincono titoli. Nessuno vince sempre. Ma gli infortuni ti tengono lontano dal calcio.»
Ti vedi con possibilità di andare al Mondiale?
«Devo crederci. Voglio migliorare in ogni partita. Già sono stato con la Nazionale, e se miglioro ogni settimana, sarò più bravo e maturo rispetto alla prima convocazione, con più varianti nel mio gioco. Devo dimostrare di poter aiutare qualsiasi squadra.»
Ancelotti ti ha lasciato il segno?
«Potrei scrivere un libro con tutto ciò che ho imparato da lui. Ha giocato a alto livello in grandi club e ha vinto tutto allenando squadre di vari Paesi. Ci ha insegnato molto sul gioco, ma anche sulla vita calcistica.»
Ti aspettavi l’esonero di Xabi Alonso?
«Debuttai qui quando si giocò la finale in Arabia. Non ho potuto seguire la partita. Ora sono molto concentrato sul Lione, ma farò il tifo per tutti quelli che mi hanno aiutato a Madrid, ovunque siano. Xabi è stato un giocatore brillante, campione del mondo, campione anche come allenatore in Germania e presto sarà in un nuovo club o Nazionale.»











