Fabregas è l’anomalia del calcio italiano: è un calcio veloce perché ha molti giovani, sennò non tieni il ritmo

Ne scrive Il Foglio: "Ha portato in Serie A la concezione spagnola del pallone. La prima cosa evidente è che si tratti di un calcio senza italiani"

Fabregas Como, Addai

Db Chatillon (Ao) 25/07/2023 - amichevole / Cagliari-Como / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Cesc Fabregas

L’anomalia Fabregas in un calcio italiano difensivo, in un sistema omogeneo e che raramente assorbe così bene (il Como, dopo la vittoria col Sassuolo, è praticamente in zona Champions) una “falla”. Il Foglio analizza attraverso la voce di Massimo Callegari – telecronista che commenterà Barcellona-Atletico Madrid – l’importazione di un calcio del tutto spagnolo in Italia, fatto ovviamente senza italiani.

Fabregas l’anomalia di cui la Serie A avrebbe bisogno per affrancarsi da sé (Il Foglio)

L’ex centrocampista di Barcellona e Arsenal ha portato in Serie A la concezione spagnola del pallone. […] Questa non è solo una percezione, ma il risultato di un insieme di studi realizzati nell’arco di tredici anni dall’osservatorio del calcio del Cies, da The Athletic, il magazine sportivo del New York Times, e da ricerche universitarie che hanno analizzato le prestazioni delle squadre di calcio dei più importanti campionati europei. […]

Per mettere in pratica i principi spagnoli Fàbregas ha dovuto disegnare la squadra proprio come voleva e la prima cosa che appare è che fa un calcio senza italiani: «Nella rosa del Como praticamente non ci sono italiani tra i titolari”. Questo perché, spiega il telecronista della Massimo Callegari, per poter applicare il suo tipo di calcio deve “ricorrere a calciatori stranieri perché hanno grandi qualità tecniche, prima che fisiche»

Il secondo dato è che si tratta di ragazzi giovani proprio perché devono essere in grado di mantenere un’intensità molto alta per l’intera partita. […] Per attuare il calcio spagnolo in Italia è quindi necessario avere un allenatore che abbia chiari i principi teorici e che sappia poi mettere in campo i giocatori e soprattutto una dirigenza che si fidi del proprio tecnico e che abbia una buona capacità di spesa. “L’esempio di Maurizio Sarri è lampante perché non è più riuscito a ripetere quel calcio che ha fatto a Napoli, né quando ha allenato la Juventus né quando sedeva sulla panchina della Lazio”. E proprio l’allenatore italiano è stato come Fàbregas un’anomalia positiva nel nostro calcio troppo concentrato sul piano difensivo. […] ma le difficoltà economiche delle strutture societarie dei club italiani non consentono questa trasformazione”.

Correlate