Rocchi si dice sorpreso dall’avviso di garanzia: “Sono estraneo ai fatti”. Ma il suo progetto di riforma è congelato
Rocchi si dice sorpreso dall'avviso di garanzia per concorso in frode sportiva e si dichiara estraneo ai fatti. Il suo progetto di riforma arbitrale è congelato dopo la bufera Figc

Mg Milano 02/12/2022 - Gran Gala' del Calcio Aic 2024 / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Gianluca Rocchi-Daniele Orsato
Gianluca Rocchi è sorpreso. Non si aspettava l’avviso di garanzia per concorso in frode sportiva. Scrive il Corriere della Sera che il designatore degli arbitri di Serie A e B resta sereno e intende difendersi per smontare ogni accusa. Fa sapere di essere estraneo ai fatti, come l’indagine a livello sportivo avrebbe già dimostrato.
In attesa degli sviluppi, una cosa è certa: il caos arbitrale di questa stagione maledetta non si ferma. Rocchi è lo stesso uomo che, secondo l’inchiesta della Procura di Milano, avrebbe bussato al vetro della sala Var di Lissone durante Udinese-Parma per condizionare la decisione sul rigore. Lo stesso su cui pende l’indagine per le pressioni su Var e Avar che coinvolge anche il caso Bastoni.
Chi è Rocchi: 263 partite, terzo nella storia della Serie A
Cinquantadue anni, fiorentino, dal luglio 2021 designatore per i campionati di Serie A e B dopo vent’anni da arbitro professionista. È il terzo per presenze nella storia del campionato con 263 partite, dietro solo a Concetto Lo Bello (328) e Daniele Orsato (289). Il suo contratto scade a fine stagione. E in questi ultimi mesi ha ricevuto critiche feroci per i troppi errori dei suoi direttori di gara. La stagione è stata oggettivamente pessima. “Sono pronto a dimettermi domani mattina se qualcuno non crede alla buona fede degli arbitri” disse qualche tempo fa, dopo l’ennesimo svarione.
Rocchi non ha mai nascosto le difficoltà. È uno dei principali sostenitori di un progetto di riforma — o rivoluzione — per creare una task force di arbitri professionisti sul modello della Pgmol di Premier League. Una struttura moderna, di élite, con staff medici e preparatori atletici come le squadre di Serie A, con contratti autonomi che dopo un certo numero di presenze diventano a tempo determinato. Addio alle graduatorie paraministeriali e alle logiche territoriali — quindi elettorali — che oggi governano la scelta degli arbitri.
Il progetto di riforma arbitrale è congelato dopo la bufera Figc
Il piano doveva partire già nella prossima stagione ma si è bloccato, anche a causa della bufera all’interno della Figc dopo l’ennesima mancata qualificazione al Mondiale. Rocchi resta convinto che sia la soluzione per alzare il livello arbitrale: una società di diritto privato scorporata dall’AIA, con una struttura autonoma e selezione libera su tutto il territorio nazionale.
Il progetto però è congelato. E ora, dopo l’avviso di garanzia, dopo l’audio con i colpi sul vetro, dopo Paterna indagato per falsa testimonianza, chissà quando se ne riparlerà. La riforma che doveva modernizzare l’arbitraggio italiano rischia di restare sepolta sotto le macerie di uno scandalo che, giorno dopo giorno, ricorda sempre più lo spettro di Calciopoli.