Conte in due anni ha portato scudetto, Supercoppa e forse secondo posto. Avanti il prossimo
Le pagelle. Il tecnico ha dettato il suo testamento spirituale: "a Napoli lottare per lo scudetto è diventato normale" . McDomini da 10 e lode. Lampi di De Bruyne.

Napoli's Italian Head coach Antonio Conte looks on during the Italian Serie A football match between SSC Napoli and US Cremonese at the Diego Armando Maradona Stadium on April 24, 2026. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)
Le pagelle di Napoli-Cremonese 4-0, a cura di Fabrizio d’Esposito.
MILINKOVIC-SAVIC. Alla vigilia della Liberazione, fa impressione vedere la Cremonese presentarsi in nero totale e avere tra i titolari il pronipote del Duce con il numero 22, l’anno della Marcia su Roma. Le quattro pere di stasera sono soprattutto antifasciste, senza dimenticare che Cremona fu la città del ras Farinacci, il principale fautore della violenza squadrista. Per il resto Zio Vanja fa tre parate e rilancia con le mani per Santos Subito che va a segnare. Tuttavia si registra con amarezza che Meret è diventato il secondo portiere – 6,5
OLIVERA. Mati l’Uruguagio da queste parti è talvolta rovinato dall’estetica. Non ruba l’occhio, come usa dire, e per questo viene criticato oltremodo. In realtà difende e tenta di offendere ovunque lo indirizzi il rivoluzionario in panca. Stasera era il centrale di destra, altra invenzione contiana, e l’ha saputo fare, tenendo conto del nichilismo giampaolino – 6
BEUKEMA dal 53’. Oggi è una pacchia per tutti, compreso Sam l’Olandese, dalla difesa all’attacco e viceversa – 6
RRAHMANI. Traversa a parte, il ritorno di Amir è soprattutto un tranquillante per i tre là dietro e questo dovrebbe far comprendere, alla pancia della plebe che sbraita contro Conte, l’insostenibile pesantezza delle sue assenze – 6,5
BUONGIORNO. S’intravede qualche cappellata a livello embrionale, ma è parva res – 6
POLITANO. Il Napule della Liberazione è uno show collettivo con l’auto-esclusione di Na-Politano, comparsa che non leva e non mette. Ma stasera la sufficienza non si nega a nessuno – 6
MAZZOCCHI dal 53’. Poteva segnare, don Pasquale, ma alza a campanile un servizio perfetto di Santos Subito – 6
LOBOTKA. Finalmente una partita rilassante per il caro Lobo, dopo le ultime partite disputate con un’esasperante e soverchio possesso palla orizzontale – 6
GILMOUR dal 53’. Billy the Kid, l’altro scozzese azzurro, entra già fluido e s’adegua bene alla ritrovata vena verticale della squadra (e sempre tenendo presente il nichilismo giampaolino). Peccato per quel tiro respinto da Audero – 6
McTOMINAY. Trovate un giocatore in grado di centrare dieci volte la porta in una partita. È McDomini in tutti i sensi. La quaterna principia da lui, hombre verticalissimo e inafferrabile, stasera. A proposito della questione del Napule contiano che non tirava da fuori area: oggi tre gol su quattro arrivano proprio da fuori area, a partire dalla prima cagliosa vincente di Scott il Rosso. Il rigore sbagliato è un dettaglio che conta solo per il Fantacalcio – 10 e lode
GUTIERREZ. Michelino l’Ispanico continua a essere tenace ed elegante: probabilmente, lì a sinistra, è uno dei punti fermi del Napule della prossima stagione – 6,5
DE BRUYNE. Quando King Kevin s’applica sono faville e gioie per tutti. Le sue ispirazioni per i compagni sono luce pura. E segna di rapina, scippando la pelota al malcapitato Maleh. Che brutta cosa non essercelo goduto in questa incredibile stagione dell’emergenza. Però, chissà… – 8
ELMAS dal 75’. Senza voto
ALISSON SANTOS. Santos Subito torna titolare e portentoso, la chiara dimostrazione che il vero tappo dei Fab Four era probabilmente Zambo, come ahinoi già segnalato. Dribbling a iosa e un gol – 8
HOJLUND. L’assist di tacco per il primo gol di McDomini, indi il suo due a zero laddove l’egoismo viene premiato dalla ciorta, nella fattispecie la schiena di Terracciano Il nichilismo giampaolino rende felice anche il principe Rasmus, dato per disperso ultimamente – 7
GIOVANE dal 61’. Lasciamo agli specialisti del dibattito il seminario dal titolo “Perché McTominay non gli ha lasciato il rigore?”. Quello che è certo è che l’altro brasileiro dell’attacco azzurro non ha mai segnato da quando è nel Napule ed è costato venti milioni – 6
CONTE. Vada come vada, rimanga o meno, stasera l’unico vero rivoluzionario sedutosi sulla panca azzurra ha dettato il suo testamento morale (o spirituale), da tenere a mente nell’immediato futuro e che suona così: “A Napoli l’ambizione di lottare per lo scudetto è diventata una cosa normale, non era successo nemmeno ai tempi di Maradona”. E queste parole varranno per chiunque verrà dopo Conte e che comunque non sarà alla sua altezza, almeno a leggere i nomi che circolano. E non dimentichiamo che il suo eventuale successore sarà l’allenatore del Centenario: vuoi vedere che proprio nella stagione del fatidico anniversario gli azzurri lotteranno per la Champions e non per il tricolore? In ogni caso, giova ripeterlo fino alla nausea, il biennio contiano vanta uno scudetto, un probabile secondo posto e una Supercoppa. Avanti il prossimo – 8
ARBITRO DOVERI. Mero notaio – 6