Napoli-Cremonese 4-0. Le squadre di Giampaolo fanno bene all’autostima
Sembrava un'amichevole estiva. I calciatori facevano a gara a segnare. Per il futuro, speriamo resti Conte. Dei nomi circolati, Maresca batte tutti per distacco. Il garante è De Laurentiis

Ni Napoli 24/04/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Cremonese / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Marco Giampaolo
Napoli-Cremonese 4-0. Le squadre di Giampaolo fanno bene all’autostima. Degli avversari ovviamente. Non c’è miglior ricostituente, è più efficace della pappa reale. Napoli-Cremonese è stata imbarazzante per l’inconsistenza dei lombardi. Sembrava un’amichevole estiva. Partita che non può essere presa sul serio per nessun tipo di analisi.
Il Napoli ha impiegato tre minuti per capire che la Cremonese non aveva alcuna consistenza. Il tempo di segnare la prima rete con McTominay. Dopodiché i calciatori del Napoli hanno cominciato a giocare ciascuno per conto proprio, come si faceva una volta per strada (e ancora si farebbe se le città non fossero tappezzate di divieti di giocare a pallone per i poveri bambini). Tutti hanno provato a fare gol. Prima Alisson Santos, poi McTominay, infine anche Hojlund. Nessuno passava più il pallone. E nonostante questo metodo il Napoli ne ha segnati altri tre. Prima con Hojlund il cui ostentato egoismo è stato punito: la Lega Serie A ha giustamente trasformato il gol in autorete di Terracciano. Poi persino con De Bruyne che ha firmato il primo gol su azione della sua fin qui impalpabile avventura napoletana. È superfluo soffermarsi sulla solidità difensiva della Cremonese. Nella ripresa, è arrivato anche il quarto, sempre su azione personale, di Alisson Santos. McTominay ha anche sbagliato il rigore del 5-0: rigore calciato malissimo.
Il Napoli è a un passo dalla qualificazione Champions. Dopodiché ci si potrà dedicare h24 al futuro e al tema principale: Conte resta o va via? E se va via, chi viene al suo posto? Non si parla d’altro. Deciderà De Laurentiis. Ma ancora più di lui, deciderà Antonio Conte. Che ovviamente dovrà prendere atto che la scorsa campagna acquisti è stata fallimentare e che la prossima non potrà essere così dispendiosa. Va ridotto il monte ingaggi e va ridotta l’età media. Non sappiamo se definirlo un ridimensionamento. Dipende sempre dal mercato che si fa. Quattro anni fa, Napoli traboccava di persone che definivano ridimensionamento gli arrivi di Kim e Kvaratskhelia al posto di Koulibaly e Insigne.
Noi non butteremmo il bambino con l’acqua sporca. Conte ce lo terremmo. Poi, andrà come andrà. Una sola osservazione. Visti i nomi circolati, da Italiano a Grosso a Mancini a Sarri persino a Thiago Motta, rappresentano tutti almeno un passo indietro rispetto a Conte (ci teniamo bassi) e quindi portano con sé l’idea di normalizzazione. Tutti tranne uno: Enzo Maresca che invece restituirebbe al Napoli l’immagine di società attrattiva sul mercato, di club che guarda al futuro. Va anche detto che in oltre vent’anni, le scelte sbagliate di De Laurentiis si contano sulle dita di una mano. Anche se alcune sviste sono state clamorose, resta sempre lui la principale garanzia per il futuro del Napoli.