In Italia non ci si vergogna di niente, tranne che di andare ai Mondiali
I politici gonfiano il petto di fronte alla remotissima possibilità di essere ripescati. Ci riscopriamo terra di hidalgo: ovviamente è una posizione strumentale, politica, sennò non si spiegherebbe il loro silenzio di anni di fronte allo sfacelo del nostro football

Mg Bologna 16/06/2019 - Europeo Under 21 Italia 2019 / Italia-Spagna / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Giancarlo Giorgetti-Gabriele Gravina
Gonfia il petto la politica italiana zeppa di hidalgo che fino a oggi non si erano visti. Gonfia il petto di fronte all’ipotesi – remota, remotissima – di essere ripescati per andare ai Mondiali di calcio. Va da sé che l’Italia ha perso sul campo. Ha perso sul campo perché Gravina si è affidato a Buffon che non ha trovato di meglio che chiamare in panchina Gattuso l’uomo dal curriculum impresentabile ma dal profilo di italiano vero (è un mistero ma è così). Ovviamente l’Italia è andata a sbattere, lo sappiamo. Contro la Bosnia. Non perché la Serie A è zeppa di stranieri. Soprattutto perché il ct era inadeguato. Ha sbagliato le convocazioni. Ha lasciato fuori i più in forma (da Ruggeri a Zaniolo a Bernardeschi), ha fatto giocare un solo tempo al calciatore che correva di più (Palestra). Il disastro che sappiamo, inutile dilungarsi.
Ora c’è la questione Iran che noi speriamo vada a giocare ai Mondiali. Si è qualificata e deve andarci, sarebbe peraltro molto interessante la presenza dell’Iran anche e soprattutto dal punto di vista politico. Ma è del tutto fuori luogo il fuoco di fila della politica italiana – sportiva e non – di fronte all’ipotesi ripescaggio. Fuori luogo perché, ovviamente, è strumentale. Non è che Abodi e Giorgetti sono improvvisamente diventati alfieri della sportività. Semplicemente il ripescaggio – ahinoi – cambierebbe la prospettiva sullo sfacelo del calcio italiano.
Ma non c’entrano niente le dichiarazioni da fine di mondo che qui riportiamo:
“Primo non è possibile, secondo non è opportuno, ci si qualifica sul campo”, ha detto il ministro dello Sport Andrea Abodi. E così il presidente del Coni Luciano Buonfiglio: “Prima di tutto non credo sia possibile, seconda cosa mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo, di andare ai mondiali”. Idem il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “La trovo una cosa vergognosa. Io mi vergognerei”.
Giorgetti ha molto altro di cui vergognarsi, perché sprecarsi con un banale ripescaggio? Storie simili ci sono state. La Danimarca nel 92 venne ripescata come seconda nel girone per gli Europei visto che in Jugoslavia era scoppiata la guerra civile. Chiamati all’ultimo momenti, i danesi quell’Europeo lo vinsero addirittura. Non crediamo affatto che l’Italia ripeterebbe l’impresa. Molto probabilmente è stata una pacchiana fuga in avanti dell’inviato di Trump (Zampolli). Come scritto, non c’è alcuna apertura da parte della Fifa. E va benissimo così. Nel caso, non sarebbe un’operazione di cui vantarsi. Ma sarebbe un’operazione politica come tante altre. Poi se al posto dell’Iran dovesse andare una formazione asiatica, sarebbe sportivamente più giusto. E non ci sarebbe nulla da obiettare. Però questi paroloni da chi ha taciuto per anni di fronte all’inabissamento del football italiano, sono poco credibili.