Gravina: “Abituato alla continua richiesta di mie dimissioni, deciderà il consiglio federale”
In conferenza: "Gattuso grande allenatore. Non capite che noi alla Federazione non scegliamo le squadre, facciamo solo sintesi di quello che il campionato propone"

UEFA vice-president Gabriele Gravina looks on ahead of the start of the 50th UEFA Ordinary Congress in Brussels on February 12, 2026. Pau BARRENA / AFP
Il presidente della Figc Gabriele Gravina, non demorde dopo un’altra clamorosa eliminazione dell’Italia dai Mondiali e in conferenza parla così:
“Sono abituato a questo esercizio di richiesta di dimissioni continue nei miei confronti, ma ci sarà un consiglio federale la prossima settimana e le valutazioni spettano al consiglio federale, come ho stabilito nelle norme.
Lo stato d’animo è evidente, soprattutto per come questo risultato è maturato. Faccio i complimenti ai ragazzi per come sono cresciuti in questi mesi.
Devo fare i complimenti a Rino Gattuso. È un grande allenatore. Ho chiesto a lui e a Gigi (Buffon) di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi.
Ci sono valutazioni da fare. Per quanto riguarda la parte politica c’è una sede deputata che è il consiglio federale, che ho chiesto di convocare per settimana prossima. Capisco l’esercizio della richiesta di dimissioni, cui sono abituato negli ultimi tempi, ma le valutazioni spettano al consiglio e le faremo all’interno del consiglio, secondo le norme che ho stabilito”.
Vi farete sentire per l’arbitraggio di Turpin? “No, sono state scelte che hanno lasciato perplessità, però non mi va di parlare dell’arbitro. Qui c’è un mondo che va ridisegnato con lucidità e obiettività, senza lasciarsi prendere da momenti di delusione e amarezze, che sono profondi. Lasciamo smaltire … Noi faremo riflessioni molto approfondite la settimana prossima al consiglio federale. Bisogna che ci sia una risposta articolata nelle sedi deputate. Purtroppo si pensa che la Federazione Italiana giuoco calcio, come altre federazioni, possono decidere e scegliere come costruire una squadra. Noi facciamo sintesi tra tutto quello che il campionato italiano mette a disposizione. Ci dedicheremo a questa ampia attività di riflessione e dalla riflessione ciascuno trarrà le proprie conclusioni.
Nel calcio professionistico non è possibile adottare le scelte che si adottano nel calcio dilettantistico. Mi riferisco all’impiego di tanti giovani, di under nei tornei. Lo sci? È uno sport di stato. Nello sci sono tutti i dipendenti dello stato tranne Arianna Fontana.
Sappiamo di essere in un momento di grande crisi, una crisi generale che richiede una riflessione complessiva che non spetta soltanto alla Federazione, ma al mondo della politica italiana, che si prodiga immediatamente solo per accelerare le richieste di dimissioni. Io vorrei chiedere se ci sia stata una disponibilità della politica a sostenere la crescita del movimento calcistico italiano. È un quesito che dovremo affrontare anche in sede politica.
Anche le norme nazionali e internazionali impediscono di adottare delle scelte, quindi è chiaro che noi siamo ingessati.
Qualcuno di voi ha fatto riferimento alla responsabilità oggettiva, la mia. Certo, c’è perché io rappresento la Federazione. In vita mia mi sono sempre assunto le mie responsabilità come stasera”











