Spalletti vuole garanzie per la prossima stagione

La Stampa: in questi giorni, l'incontro con Comolli per parlare in vista della prossima stagione. I due devono trovare un punto d'incontro.

Mg Milano 14/02/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti

La Juventus di Luciano Spalletti rischia di non qualificarsi alla prossima Champions League.

I bianconeri sono a -3 punti dal Como quarto e il pareggio contro il Sassuolo 1-1 non ha certamente aiutato. Ciò che sembra però sicuro è che il tecnico dovrebbe rimanere anche nella prossima stagione sulla panchina bianconera.

Ci sarà questa settimana un confronto tra Spalletti e Comolli che dovranno trovare un punto di incontro per costruire la squadra in vista della prossima stagione, dove si parlerà non solo di possibili acquisti, ma anche di cessioni, con giocatori che non hanno convinto. Due tra questi sono Jonathan David, preso a parametro zero dal Lille, e Lois Openda, che non sarà riscattato.

Tra i nuovi acquisti, occhi puntati anche sul portiere: Michele Di Gregorio potrebbe non essere riconfermato; i bianconeri stanno osservando Restes e Tzolakis, rispettivamente del Tolosa e Olympiakos, ma anche Vicario e Alisson, che piacciono all’allenatore.

La Stampa scrive:

Così vicini e così lontani sono Damien Comolli e Luciano Spalletti. Amministratore delegato e tecnico condividono il fine, indubbiamente: ottenere risultati, vincere, lasciare il segno nella storia del cacio. Ma in quanto ai mezzi per raggiungerlo, questo fine, non sempre hanno opinioni convergenti: non sui i giocatori su cui puntare, non sul modo per individuarli. Emblematico, in questo senso, è stato il finale della sfida tra Juventus e Sassuolo: l’ex ct ben sapeva che si giocava una porzione grande così del pass per la prossima Champions e s’è affidato non già alle punte di diamante della prima campagna acquisti dell’ad bianconero (Jonathan David e Lois Openda), bensì a Dusan Vlahovic e Arkadius Milik. Questioni tattiche, per carità, e «di scocca». Ma la sostanza non cambia: ci sono divergenze.

Dopo una serie di rinvii, s’è optato per utilizzare la sosta di campionato. Anche perché a fronte di una società che per bocca dei dirigenti non perde occasione per ribadire la ferrea volontà di puntare su Spalletti per costruire il futuro, c’è uno Spalletti stesso medesimo che frena, che usa cautele e distinguo. Cosa vuole ascoltare, Spalletti, nelle stanze del quartier generale della Juventus? Vuole ascoltare progetti ben definiti, più ancora che cifre dell’ingaggio. Vuole cogliere le garanzie di poter far calcio a modo suo avendo a disposizione calciatori scelti in base alle sensazioni, alle impressioni, alle relazioni e non solo in base ai big data. Il caso del portiere è quello più
attuale: Restes e Tzolakis piacciono al computer, Vicario e Allison piacciono all’allenatore.

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