“L’Inter si è persa”: la cruda fotografia della Gazzetta
L'Inter a Firenze ha rischiato anche di perdere. Persino la Gazzetta non nasconde più la realtà: "L’Inter è sulle gambe e non si capisce il motivo, perché è uscita dalla Champions un mese fa”

Mp Firenze 22/03/2026 - campionato di calcio serie A / Fiorentina-Inter / foto Matteo Papini/Image Sport nella foto: Pio Esposito
“L’Inter si è persa”. Il titolo della Gazzetta dello Sport è perfetto. Ieri sera l’Inter a Firenze ha rischiato anche di perdere. Nel primo tempo i viola si sono mangiati un bel po’ di occasioni. È finita 1-1, l’Inter non vince da tre partite nelle quali ha raccolto la miseria di due punti contro Atalanta e Fiorentina. Adesso l’Inter ha sei punti sul Milan e sette sul Napoli, mancano otto giornate al termine. La lotta scudetto è aperta.
La squadra di Chivu è entrata nel pallone. Il Corriere dello Sport scrive di braccino che è quella sensazione che colpisce il tennista quando è a un passo dal traguardo. Non gioca più con la mente libera e il calcio è uno sport tattico solo per chi davvero non ne capisce nulla. Aggiungiamoci il ricordo del dolore, dei tanti scudetti persi sul filo di lana e il gioco è fatto.
Quel che ha scritto la Gazzetta avrebbe potuto scriverlo il Napolista. Ma non sarebbe stata la stessa cosa. Non ha lo stesso effetto, loro sono di Milano, loro sono la casa madre. Perciò lasciamo al nostro lettore le parole del quotidiano che descrivono in maniera impietosa ed efficace la condizione dei nerazzurri:

L’Inter è bollita e a Firenze non ha perso due punti, ne ha guadagnato uno, perché la Fiorentina meritava di vincere. L’Inter è stracotta e fanno bene il Milan, secondo a meno 6, e il Napoli, terzo a meno 7, a credere nella rimonta scudetto. L’Inter è sulle gambe e non si capisce il motivo, perché è uscita dalla Champions un mese fa. Per paradosso, giocava meglio quando giocava troppo, o forse Cristian Chivu e il suo staff hanno sbagliato la preparazione. L’assenza di Lautaro Martinez spiega qualcosa, non tutto. Non è possibile che la capolista si sia ridotta così, che non riesca a battere una Fiorentina quintultima, 40 punti sotto. La classifica dice 69 a 29, una distanza abissale che al Franchi non si è vista, se non nei minuti iniziali, quando Pio Esposito ha segnato il gol subitaneo e illusorio, e nel recupero conclusivo, quando De Gea, con un riflesso strepitoso, ha negato allo stesso Esposito la rete di una vittoria che sarebbe stata ingiusta. L’Inter ha ragionato in piccolo, pensava di cavarsela con il gol realizzato al primo vagito. Ha sottovalutato l’avversario e sopravvalutato se stessa.