PODCAST – La golden era del calcio italiano c’è stata.
Uno studio commissionato da Raniero e Virgilio spiega che l'età d'oro va dal l’87-88 al 2000 e si spiega quasi interamente con i capitali investiti.

1990 archivio Storico Image Sport / Milan / Arrigo Sacchi / foto Imago/Image Sport
INPAT-EXPAT – PUNTATA 6
Sei puntate. Sei volte davanti al microfono convinti di non sapere niente di calcio — e invece nella sesta finiamo a commissionare studi statistici con il test di Mann-Whitney, a progettare quattro versioni dello stadio Maradona con l’intelligenza artificiale e a seguire le indagini della polizia piemontese su un writer di 72 anni. Benvenuti a Inpat-Expat.
Sesta puntata e si comincia dal campo: Napoli vince 1-0 al 90’, la Juve manda in campo Vlahovic e Milik a metà tra Halloween e un episodio di Ritorno al Futuro, Locatelli tira un rigore malissimo e pareggia lo stesso.
Il Punk di Masio
La notizia della settimana arriva però dal Piemonte: arrestato il writer che imbrattava i muri dei borghi con scritte contro Urbano Cairo. Ha 72 anni, abita ad Abbazia, frazione del comune di Masio, 1.300 abitanti, nessuna opposizione politica, un amministratore comunale ogni 100 persone. Le indagini vengono descritte come “roba tipo pentagono”. Considerando le dimensioni del paese, probabilmente hanno controllato chi mancava di spray in casa.
La Golden Era del calcio italiano
Il pezzo forte è lo studio commissionato al dottor Paolo Coraggio — PhD in fisica cibernetica, tifoso del Napoli — sulla golden era del calcio italiano. 57 stagioni, 26.000 partite, test di Mann-Whitney, coefficiente di Cohen: la golden era esiste, è reale, va dall’87-88 al 2000, e si spiega quasi interamente con i capitali investiti. Non con il settore giovanile. Non con i vivai. Con i soldi. Raniero dà ragione a Fabio, cosa che registriamo come evento straordinario.
Il Tempio di Diego
Chiude il prompt della settimana: abbiamo dato a Claude tutte le dichiarazioni degli ultimi 60 giorni dell’assessore Cosenza sullo stadio Maradona e lui ci ha restituito quattro scenari progettuali — dal pragmatico (riapertura terzo anello, via la pista atletica, 250 milioni) all’utopico (70.000 posti, campo ribassato di 8 metri, un colosseo). Più un trailer con putipù e triccaballacche, perché il bias mediterraneo degli LLM è ormai documentato. Fabio scommette sul pragmatico. Raniero sogna il vulcano con l’occhio zenitale rosso arancio. Napoli nel mezzo, come sempre.









