Se ne va Beppe Savoldi, mister due miliardi: “Albertosi era amico di Zoff”
Ferlaino lo comprò dal Bologna: in cambio, diede Clerici e decretò la fine del Napoli di Vinicio. Per lui, 70mila abbonamenti. Tirava i rigori alla Maradona prima di Maradona

Addio a Beppe Savoldi. Aveva 79 anni. È stato il calciatore dei record. Nell’estate del 1975 arrivò a Napoli per la cifra allora monstre di due miliardi di lire. Ferlaino lo prese dal Bologna e per questo acquisto storico fece partire Sergio Clerici anima del Napoli di Vinicio.
Noi pensiamo che la spaccatura nei tifosi del Napoli sia una novità recente. Ovviamente non è vero. Savoldi fece discutere molto la tifoseria del Napoli. Perché incarnò la fine del progetto del Napoli di Vinicio che l’anno prima aveva sfiorato lo scudetto contro la Juventus (l’anno di Altafini core ‘ngrato). Vinicio come Guardiola, ma trent’anni prima di Guardiola, giocava senza centravanti. In attacco c’erano Clerici e Giorgio Braglia. Il centravanti è lo spazio. Vinicio lo sapeva negli anni Settanta.
Ferlaino divenne protagonista del mercato, di quel mercato che un tempo caratterizzava il Napoli. Ossia il grande colpo per attrarre i tifosi e poi nulla più. Infatti con Beppe gol ci fu il boom di abbonamenti. Le cronache raccontano di una cifra tra i 70 e i 75mila abbonati.
Savoldi era il centravanti del Bologna. Dotato di uno stacco imperioso di testa. E di un sinistro sopraffino. Batteva i calci di rigore diciamo alla Maradona prima di Maradona. Rallentava la rincorsa e poi con questa sinistro la indirizzava lemme all’angolino. Giocò a Napoli quattro stagione. Nelle prime tre andò in doppia cifra: 14, 16 e 16. L’ultimo anno ne segnò 9. Con lui il Napoli vinse la sua seconda Coppa Italia, vittoria in finale per 4-0 sul Verona con doppietta di Beppe. E giocò la semifinale di Coppa delle Coppe contro il fortissimo Anderlecht con quell’arbitraggio che per anni ha fatto dannare i tifosi azzurri (gol regolare annullato a Speggiorin).
I gol li ha sempre segnati anche se il Napoli neanche lo sfiorò lo scudetto. In Nazionale toccò quattro presenze con un gol, all’epoca l’Italia aveva tanti attaccanti.
La sua carriera, divisa tra Atalanta, Bologna e Napoli, conta 405 presenze e 168 gol, che lo collocano al quindicesimo posto nella classifica dei marcatori di tutti i tempi della Serie A. In maglia azzurra ha messo a segno 77 goal in 165 presenze.
A dare la notizia è stato il figlio Gianluca:
“Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe. I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all’ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell’amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno. Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore. Ringraziamo di cuore i medici e gli infermieri del Papà Giovanni XXIII e dell’Istituto Beato Palazzolo di Bergamo che hanno avuto cura di lui pur tra le sue amate mura domestiche. Eliana, Gianluca con Valentina, Guya, Gabriella, e i suoi adorati nipoti Lorenzo, Ludovico e Giorgio.
Il cordoglio del Napoli su X:
Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Beppe Savoldi, straordinario bomber azzurro dal 1975 al 1979 e indimenticabile emblema del calcio italiano. Con la maglia del Napoli ha vinto una Coppa Italia il 29 giugno 1976, realizzando una doppietta nella finale contro il Verona. Ciao, Beppe.
Lo ricordiamo anche cantante con un disco “La favola dei calciatori” che all’epoca avevano tantissimi bambini di Napoli. “Albertosi era amico di Zoff…”.
Addio Beppe, sei stato il primo mito di tanti bambini tifosi del Napoli.











