L’Italia del calcio sa solo copiare, ora copia Gasperini e il suo uomo contro uomo. All’estero lo hanno capito (Libero)

Ormai in Serie A il 90% della squadre gioca così. L'esempio di Atalanta-Bayern: continuiamo a limitare chi funziona, mentre il mondo là fuori ha già trovato rimedi e soluzioni

Gasperini

Db Bergamo 10/03/2026 - Champions League / Atalanta-Bayern Monaco / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Raffaele Palladino

L’Italia del calcio sa solo copiare, ora copia Gasperini e il suo uomo contro uomo. All’estero lo hanno capito (Libero)

Su Libero Claudio Savelli scrive della mancanza di innovazione nel calcio italiano. Scrive che il calcio italiano è indietro anche sulla tattica. Che appena uno funziona, Gasperini e la sua Atalanta, tutti lo imitano. Ma all’estero ci hanno studiato e capito e hanno preso le contromisure. E quindi ci battono. Ci umiliano come accaduto anche l’altra sera a Bergamo col 6-1 del Bayern sull’Atalanta.

Scrive Libero:

Non facciamo scattare il solito processo trito e ritrito, scomodando vecchi allenatori del passato per farci dire che in Italia mancano intensità e coraggio. Il problema del calcio italiano è l’essere ormai uguale a sé stesso. Siamo dei copiatori seriali di Gasperini. La sua idea funziona? Anziché sfidarla, copiamola. E continuiamo a farlo per anni e anni, mentre il mondo là fuori ha già trovato rimedi e soluzioni. (…) La serie A, insomma, è diventata un enorme autoinganno perché l’innovazione di un singolo è diventata un’involuzione collettiva. È logico che, una volta messo il naso fuori dai confini, veniamo presi a gol in faccia.

L’1-6 di Atalanta-Bayern è sì prodotto dall’enorme gap tecnico tra le due squadre, ma non solo. È anche facilitato dalla leggibilità dello stile di gioco “italiano” (ormai possiamo definirlo così, dato che è usato dal 90% della serie A). Palladino, nel disperato tentativo di sorprendere Kompany con un 4-4-2, abbia confuso la forma con la sostanza. Il Bayern non si è nemmeno accorto del cambio di modulo dell’Atalanta perché il modulo, in questa contrapposizione di stili, è irrilevante. Di suo, l’”uomo su uomo” decostruisce il modulo, e l’antidoto prevede a sua volta la decostruzione continua dello schieramento. 

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