Damascelli: “L’Italia ha la meglio gioventù negli altri sport, la Nazionale di calcio si porta dietro dubbi”

Sul Giornale: "Le vittorie di Antonelli, Bezzecchi, Sinner sono la conseguenza di una costanza di rendimento, contro avversari tosti. Nel calcio non basta la pole o un rovescio potente, serve altro e, finora, le chiacchiere stanno a zero".

Italia Bosnia

Db Bergamo 26/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Italia-Irlanda del Nord / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Moise Kean

L’Italia ha vissuto un grande weekend con le vittorie di Kimi Antonelli e Jannik Sinner rispettivamente nella Formula 1 e nel tennis, e anche Marco Bezzecchi in Moto Gp. Ora tocca solo alla Nazionale di Gattuso fare la sua parte; questa sera la finale play-off contro la Bosnia per accedere ai Mondiali 2026.

La Nazionale italiana di calcio si scontra con gli altri sport

Tony Damascelli scrive su Il Giornale:

Se non ci fosse il calcio sarebbero ore di gloria totale. Automobilismo, motociclismo, tennis, roba bella dello sport italiano, campioni seri e veri, la meglio gioventù. Poi c’è il football, ahi noi, c’è la nazionale di Gattuso, ahi lui, c’è un gruppo che si deve fare squadra e attorno al quale il Paese si divide. Tra sfiducia e ottimismo si potrebbe optare per una saggia consapevolezza dei nostri meriti e di un futuro tutto da scrivere. Perché Antonelli, Bezzecchi, Sinner non hanno vissuto una sola domenica di onori, le loro vittorie sono la conseguenza di una costanza di rendimento, contro avversari tosti. La nazionale no, così i club della serie A, la squadra azzurra si porta appresso dubbi, incertezze, limiti, se facesse fede al momento del Canto degli Italiani, detto l’Inno di Mameli, al punto di “stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte”, allora nessun dubbio, si passerà a Zenica e si partirà per le Americhe.

Ma poi? Giocare la prima fase del Mondiale nel girone con Canada, Qatar, Svizzera sarà un semplice aperitivo, forse dimenticando la lezione del 2010? Questo è il calcio, non basta partire in pole, non basta affrontare con destrezza le curve, non basta un rovescio potente, serve altro e, finora, le chiacchiere stanno a zero. Mi auguro che il capitano degli azzurri sappia scrivere, con il pennarello sulla lente della telecamera, “Kimi, Bez, Jannik, Italy”. 

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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