Guardiola discorso da Nazioni Unite su Ice, Sudan e Palestina. Ma evita di parlare di Emirati Arabi Uniti (Times)

Sulle guerre dice: "Possiamo arrivare sulla Luna, possiamo fare qualsiasi cosa, eppure proprio adesso ci uccidiamo a vicenda. Quando vedo le immagini, mi dispiace, mi fa male".

Guardiola

Un intervento di 16 minuti più adatto all’assemblea generale dell’Onu che a una asettica sala stampa di Manchester. Pep Guardiola a tutto campo alla vigilia del match con il Newcastle. Parlando di «genocidio in Palestina», delle guerre in Ucraina e in Sudan e delle uccisioni compiute da membri dell’United States Immigration and Customs Enforcement, l’Ice. L’analisi del Times. Guardiola è stato sempre impegnato politicamente in passato. Ha fatto campagna per un referendum sull’indipendenza della Catalogna ed è sostenitore di Open Arms, l’ong spagnola che soccorre i rifugiati nel Mediterraneo.

Le parole di Guardiola

L’allenatore spagnolo esordisce così:

“Possiamo arrivare sulla Luna, possiamo fare qualsiasi cosa, eppure proprio adesso ci uccidiamo a vicenda. Per cosa? Quando vedo le immagini, mi dispiace, mi fa male. E’ per questo che in ogni posizione in cui posso aiutare parlando per una società migliore, ci proverò e ci sarò. Questo è per i miei figli, la mia famiglia, per voi e le vostre famiglie, per i giocatori, lo staff. Mai, mai nella storia dell’umanità — mai — abbiamo avuto le informazioni davanti agli occhi in modo così chiaro come ora. Il genocidio in Palestina, quello che è successo in Ucraina, quello che è successo in Russia, quello che succede in tutto il mondo — in Sudan, ovunque”.

Il nodo della proprietà emiratina del City

Detto questo, Guardiola non poggia su un terreno del tutto solido. Sheikh Mansour, presidente del City, è anche vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti, che limitano arbitrariamente il diritto alla libertà di espressione, secondo un rapporto di Amnesty International.

“Ogni Paese decide il modo in cui vuole vivere”, aveva detto Guardiola con esitazione quando nel 2018 gli fu chiesto delle libertà negli Emirati Arabi Uniti. “Se uno decide di vivere in quel [Paese], è così”. Nel frattempo, il Sudan ha portato gli Emirati Arabi Uniti davanti alla Corte internazionale di giustizia, accusandoli di sostenere le Rapid Support Forces paramilitari nella guerra civile sudanese.

L’attacco a Trump ed alle pratiche dell’Ice

“Le persone che devono [fuggire] dai loro Paesi e vengono salvate in mare — non chiedetevi se sia giusto o sbagliato, salvatele e basta”, ha detto Guardiola parlando di migrazione.

Anche l’azione dell’Ice lo ha colpito nel profondo, in particolare le uccisioni di Renée Good e dell’infermiere Alex Pretti a Minneapolis. Ha poi continuato:

“Guardate cosa è successo negli Stati Uniti d’America. Renée Good e Alex Pretti sono stati uccisi. Immaginate se lavorasse per il Nhs e cinque, sei [agenti dell’Ice] lo buttassero a terra e gli sparassero dieci colpi. Ditemi, come si può difendere una cosa del genere?”.

Quasi in secondo piano parlare di calcio:

“Sono un po’ triste e arrabbiato perché per spesa netta negli ultimi cinque anni siamo settimi in Premier League”, ha detto sarcasticamente.

“Voglio essere primo, non capisco perché il club non spenda più soldi. Sono un po’ brontolone con loro”.

Il City ha speso quasi 2 miliardi di sterline da quando Guardiola è arrivato, ma il club è riuscito in parte a compensare quelle cifre — soprattutto negli ultimi anni — realizzando enormi plusvalenze sui giocatori, in particolare sui prodotti del vivaio come Cole Palmer, Oscar Bobb e Jadon Sancho.

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