Canonico: «Lukaku può giocare a Copenaghen. Anguissa forse disponibile per la Juventus» LIVE
A radio Crc: «Elmas aveva solo l'influenza. Meret torna in panchina a Torino. Rrahmani fuori per 2 settimane, Politano 4»

il dottor Raffaele Canonico (foto concessa da Radio Crc)
Il responsabile medico del Napoli, Raffaele Canonico è stato intervistato da Radio Crc sulla situazione degli infortuni nel club
Le parole di Canonico sul Napoli
«Spesso a Napoli tendiamo ad auto distruggerci o auto esaltarci. Io vivo a Napoli e ci sono molte chat di tifosi in cui tutti parlano di tutti, tattica, medicina sportiva. È giusto, però va fatta una premessa. La scienza non è democratica e spesso parlano di preparazione atletica e medicina persone che non ne hanno titoli. Ho sentitolo parlare di altri staff che sarebbero migliori. Noi abbiamo staff con il dottor De Luca, 8 fisioterapisti di altissimo livello e facciamo test continui sui giocatori proprio per cercare di intercettare le problematiche. I dati fisici ci dicono che, anche se la nostra squadra ha un’età un po’ più elevata, esprime dei valori di altissimo livello in serie A. Siccome noi abbiamo macchine importanti che ci permettono di esprimere i dati fisici, che spesso derivano dalla genetica, sappiamo che non sono inferiori agli avversari. L’anno scorso il Napoli, anche se giocava di meno, ma è stata la seconda o terza squadra di Serie A col minor numero di infortuni, ma anche come indisponibilità di giocatori ad andare in campo, il tutto rapportato al numero di partite».
Oggi è stata pubblicata una tabella che dice che il napoli ha avuto giocatori che hanno saltato 153 partite
«Quest’anno abbiamo avuto infortuni abbastanza seri e gravi che ci hanno portato ad avere delle degenze lunghe. Io farei anche un discorso sulla privacy in questi casi, però capiamo che gli addetti ai lavori e i tifosi vogliono sapere. Sui discorsi delle prognosi, sono sempre aleatori, la medicina è una scienza che non può essere precisa, vale da caso a caso e da soggetto a soggetto. Ho sentito parlare anche di recidive, a me non pare di aver avuto nessun tipo di recidiva»
De Bruyne non è recidiva?
«No. Lui si è infortunato in altra zona del muscolo. per di più si parla di recidiva quando capita a distanza di 15-20 giorni dal primo. Gli infortuni che hanno prognosi più lunghe richiedono più tempo e poi è importante vedere come rispondono agli allenamenti».
Un calciatore che sta fermo diversi mesi ha anche un problema psicologico
«Assolutamente, nel calciare, nei contrasti è lecito. Infatti si fanno lavori con gli psicologi dello sport che servono per superare i traumi delle patologie, noi abbiamo una psicologa che collabora con noi e segue i ragazzi per approcciare il discorso del ritorno in campo»
De Bruyne
«La prognosi prevista era per fine febbraio, inizio marzo per il ritorno al gioco in squadra, poi le dinamiche spettano all’allenatore».
Il ritorno è per fine febbraio inizio marzo?
«Certo poi fermo per quattro mesi bisognerà capire come risponde»
Elmas?
«In realtà aveva dei sintomi influenzali con mal di pancia, nausea, ma oggi si è allenato»
Lukaku?
«Chi viene in panchina può scendere in campo. In Supercoppa c’era un discorso di gruppo e di peso per lo spogliatoio. Anche nel finale dell’anno scorso lo abbiamo fatto. Era giusto che essendo venuto in Arabia ed essendosi allenato venisse in panchina».
Quindi Lukaku è fisicamente recuperato e pronto per giocare?
«La settimana scorsa ha lavorato con la squadra. Poi è ovvio che se il mister ritiene che è stato fermo 4 mesi e mezzo e ha bisogno di più tempo non dipende da noi».
Anguissa?
«Frank doveva tornare tra Copenaghen e Juve, eravamo riusciti ad anticipare un po’ i tempi, infatti lunedì e martedì scorso si allenato, martedì quasi a fine seduta, si è bloccato con la schiena, una cosa completamente differente che non era prevedibile. Questo ci ha rallentato su una cosa recuperata. Stiamo riaumentando i carichi perché la lombalgia può durare un giorno o due o di più. Lui sta rispondendo bene, siamo fiduciosi che in settimana torni in squadra»
In panchina col Chelsea?
«Potrebbe andare, poi se migliora molto non tolgo le speranze anche per averlo in panchina contro la Juve»
Gilmour?
«Ha avuto un fastidio alla zona inguinale, adduttore. Ha avuto un doppio intervento e la sua degenza era di circa 10 settimane, siamo alla settima».
C’è esorcista per Meret?
«Io e il mio collega siamo molto legati e dire che è sfortunato è poco. Ha avuto una frattura da stress al piedi, poi era in panchina con l’Inter e il giorno dopo lamenta un po’ di fastidio al braccio sinistro. Fortunatamente, ha avuto una cosa abbastanza seria, però in settimana torna in squadra. A Torino viene».
«È giusto ricordare il 6 gennaio 2022, Juve-Napoli vicenda tamponi e protocolli covid. Noi scendemmo in campo con 13 giocatori tra cui Ghoulam che non giocava da tempo. Tutti ci davano per morti. Mi sembra che quasi vincemmo la partita, finì 1-1. È un periodo in cui facciamo 9 partite in 28 giorni e non abbiamo neanche tre giorni per preparare la partita, quindi si accumulano».
Neres?
«Ha avuto un trauma con la Lazio in torsione. Andò anche in panchina col Parma, ma essendo una zona particolare a volte capita che comunque aumentando i carichi di lavoro si avverte ancora fastidi. Non è partito per Copenaghen perché ci siamo un attimo frenati, facciamo un rallentamento in modo tale da capire. Difficile per Torino e col Chelsea non si può prevedere. L’ideale sarebbe non forzare e non spingere».
Rrahmani?
«Una lesione distrattiva non importante al gluteo che viene ritenuto meno importante di altri muscoli. Credo che si tratti di massimo un paio di settimane. Per la Fiorentina potrebbe essere»
Politano?
«La lesione di Politano richiederà un po’ più di tempo. Siamo intorno alle 4 settimane. Tra Napoli-Roma e Atalanta-Napoli»
Su Neres bisogna preoccuparsi?
«Vediamo, bisogna vedere come risponde, lui è un atleta esplosivo e la caviglia è un’articolazione importante».
Una strage di infortuni?
«Quello che è capitato quest’anno mai visto. È un po’ maccheronico dirlo ma un po’ di sfortuna ci ha perseguitato»










