Athletic celebra Conte: l’ultimo a vincere la Premier col Chelsea, la gente dimentica che c’erano già Guardiola e Klopp
Conte ha fatto guadagnare il Chelsea con la cessione di Diego Costa che nei quattro anni successivi ha segnato meno gol rispetto alla stagione con Conte al Chelsea

Chelsea's Italian head coach Antonio Conte (L) embraces Chelsea's Spanish midfielder Cesc Fabregas (R) at the end of the English Premier League football match between Chelsea and Watford at Stamford Bridge in London on May 15, 2017. (Photo by Ben STANSALL / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE. No use with unauthorized audio, video, data, fixture lists, club/league logos or 'live' services. Online in-match use limited to 75 images, no video emulation. No use in betting, games or single club/league/player publications. /
Athletic celebra Conte: l’ultimo a vincere la Premier col Chelsea, la gente dimentica che c’erano già Guardiola e Klopp
The Athletic – con James Horncastle – ricorda l’impresa di Conte al Chelsea, vinse un campionato partendo dal decimo posto dell’anno precedente. E chiuse a 93 punti. Con trenta vittorie.
Scrive Athletic:
Antonio Conte è stato l’ultimo allenatore a vincere la Premier con il Chelsea. È passato quasi un decennio, un’eternità considerando il livello a cui Chelsea ci ha abituati all’inizio del secolo.
Conte è un esempio della differenza che un allenatore può fare.
Sotto la sua gestione, la Juventus è passata dal settimo posto allo scudetto. Chelsea e Napoli dal decimo al primo. All’Inter, ha posto fine a un’attesa di 11 anni per la vittoria del campionato. (…). Sicuri che l’impatto dell’allenatore sia solo incidentale?
È un grande complimento per Conte e il Chelsea del 2016-17 che il loro titolo di Premier League sia stato considerato quasi normale piuttosto che qualcosa di speciale. La gente tende a dimenticare che la sua prima stagione in Inghilterra è stata anche la prima di Pep Guardiola con il Manchester City e la prima di Mourinho al Manchester United. Jurgen Klopp era già stato allenatore del Liverpool da quasi un anno.
Il Chelsea di Conte chiuse il campionato a 93 punti, secondo solo a Mourinho nella sua prima stagione in Premier. Le 30 vittorie in campionato del Chelsea di Conte sono state un record. Tredici consecutive tra ottobre e dicembre. Ha reinventato Victor Moses terzino, ha cambiato opinione su Marcos Alonso, un flop al Bolton Wanderers e Sunderland, e David Luiz che, nelle parole dell’esperto Gary Neville, aveva giocato come se fosse “controllato da un bambino di 10 anni su una PlayStation”.
Un’enfasi forse sproporzionata è posta su ciò che è successo dopo. Non sulla FA Cup che il Chelsea ha vinto nella seconda (ultima) stagione di Conte, né la vendita di Matic nell’estate 2017 ma, tra le altre cose, quel messaggio inviato a Diego Costa, che è tornato alla ribalta la scorsa settimana quando l’attaccante è stato invitato al podcast dell’ex compagno di squadra del Chelsea Mikel John Obi.
Il Chelsea, in tutta onestà con Conte, ha ancora guadagnato su Costa quando lo hanno rivenduto all’Atletico Madrid dove non è mai andato in doppia cifra. Nelle sue successive quattro stagioni, Diego Costa ha segnato meno gol che nel suo ultimo anno al Chelsea.
“Nel calcio, l’allenatore è, paradossalmente, l’anello più debole della catena”, ha detto Conte nel libro cui ha recentemente collaborato con l’autore Mauro Berruto. «Mi piace essere chiamato quando è necessario un cambiamento – ha scritto Conte -. Ma un presidente che chiama un allenatore come me, sta dicendo alla sua organizzazione che vuole il cambiamento, che lo chiede a tutti. In questi casi, è inevitabile che ci saranno persone che cercheranno di fermare quel processo, mettendo la mano su un freno a mano metaforico».











