Allegri che grida “calma!” a Musah per fargli perdere tempo: è pura poesia

Max è tornato non solo con una vittoria ma con uno dei suoi pezzi forti. Musah capisce l'antifona e scappa via

Allegri

Allegri che grida “calma!” a Musah per fargli perdere tempo: è pura poesia

È tornato Massimiliano Allegri. Ed è tornato in purezza. Dopo la sconfitta interna rimediata alla prima giornata contro la capolista Cremonese (che ha battuto anche il Sassuolo 3-2 ed è prima a punteggio pieno), gli avevano già scavato la fossa. Mediaticamente, s’intende. Il Milan doveva assolutamente vincere a Lecce. E ha vinto 2-0 nonostante le assenze di Leao, Jashari e Pulisic per 70 minuti in panchina (poi è entrato e ha segnato). Modric ha giocato tutta la partita. I rossoneri hanno disputato una partita allegriana.

I rossoneri hanno segnato due gol validi: uno di Loftus e uno di Pulisic. Due invece sono stati annullati: a Gabbia e a Gimenez.

Ma la scena clou è arrivata al minuto 92. Sul risultato di 2-0. Pallone in fallo laterale. Rimessa per il Milan a metà campo, vicino alle panchine. Musah fa per prendere il pallone e rimetterlo subito in gioco. Allegri scatta come un tarantola. Vorrebbe mangiarselo. Gli va incontro agitandosi con le braccia, gli grida: “calma!!!”. Se avesse potuto, lo avrebbe aggredito. Musah capisce l’antifona, lascia il pallone lì e se ne va. Sparisce. Non si fa più rivedere.

È la scena che fotografa il ritorno ufficiale di Max. Che ha cancellato la sconfitta e ora si rimette in carreggiata aspettando che il club gli dia una mano (aspetta e spera…) 

Nel post-partita il tecnico livornese ha fatto capire che Nkunku non è proprio l’attaccante che cercava: «Nkunku? Buon giocatore. Ora starà all’allenatore capire come utilizzarlo e valorizzarlo».

E ancora: «È un dato di fatto che la squadra è rimasta nella partita nonostante i gol annullati. Abbiamo rischiato poco anche se potevamo fare meglio in tre quattro situazioni. Abbiamo giocato una partita accorta senza concedere spazi, è già un primo passo per il prosieguo della stagione».

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