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Balotelli al Genoa è durato come un gatto in tangenziale: si studia la risoluzione del contratto (Gazzetta)

L’arrivo di Vieira ha complicato le cose. Sei presenze da inizio novembre in Serie A. Balo non ha gradito l’esclusione contro il Lecce, riteneva di essere in buona forma.

Balotelli al Genoa è durato come un gatto in tangenziale: si studia la risoluzione del contratto (Gazzetta)
Mg Parma 04/11/2024 - campionato di calcio serie A / Parma-Genoa / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Mario Balotelli

Mario Balotelli al Genoa è durato “come un gatto in tangenziale”, per citare il celebre film con Albanese e Cortellesi. Tornato a fine ottobre in Serie A, ha maturato solamente sei presenze; il cambio di panchina con l’arrivo di Patrick Vieira ha sicuramente inciso nel mancato apporto del centravanti negli ultimi match. Ora si studia la risoluzione del contratto.

L’avventura di Balotelli al Genoa è ai titoli di coda: si studia la risoluzione del contratto

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport:

Si cerca un accordo per definire l’addio. Una via d’uscita, possibilmente in modo soft: è quella che stanno cercando il Genoa e Mario Balotelli, per sciogliere un’impasse che non sta giovando né al club, né tantomeno al giocatore. La permanenza dell’attaccante in rossoblù sembra davvero alle battute finali: non sono piaciute a Balotelli le due panchine contro Lecce e Parma (senza neppure giocare un minuto) e, prima ancora, quella di San Siro con il Milan. Meno di un’ora di utilizzo spalmato su sei presenze maturate fra i primi di novembre ed oggi, dunque in due mesi e mezzo. Troppo poco per chi pensava di ritrovare la Serie A maturando in fretta con i gradi del leader rossoblù. Gilardino l’aveva fortemente voluto; poi però il cambio di guida tecnica ha complicato le cose per Mario, che si è ritrovato alla guida del Genoa proprio Vieira, con il quale a Nizza nell’autunno 2018 non erano state rose e fiori. Post Lecce, Balo rivendicava le sue buone condizioni fisiche nonostante il mancato utilizzo.

Prandelli: «Super Mario diceva di essere forte come Ronaldo, la popolarità lo ha condizionato» (Gazzetta)

Mario s’è un po’ buttato via?

«No. Se però rivedo il 2012, ho davanti uno dei quattro o cinque top mondiali per tecnica, personalità, potenza, precisione nei passaggi, sicurezza. Aveva tutto. Forse questo tutto è arrivato troppo velocemente e lui non era pronto a gestirlo, la popolarità l’ha condizionato. Ha messo il quotidiano alle spalle, dimenticando che il successo si conquista ogni santo giorno sul campo, in allenamento. Con la continuità».

Anche quei discorsi tipo «sono da Pallone d’oro» forse non l’hanno aiutato…

«Ma glielo abbiamo detto tante volte! Una sera eravamo a Coverciano io, il mio vice Lele Pin, Antonio (Cassano) e lui. Mario ripeteva: “Sono forte come Ronaldo”. E io: “Guarda, Mario, tra te e Ronaldo c’è almeno una differenza..”. Lui e Cassano cercavano di capire quale fosse, così ho spiegato che Ronaldo andava in area quarantacinque volte a partita e lui sei. Così era difficile fare gli stessi gol. “Hai tutto, accidenti…”, gli dicevo. Eravamo sinceri perché gli volevamo bene».

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