Lukaku ha sofferto sul serio per la prima volta da quando ha rimesso piede nel campionato italiano, dopo l’ottimo avvio contro Parma e Cagliari

Lukaku già al lavoro a Castel Volturno, contro la Juventus nemmeno un tiro (Corsport)
Scrive Fabio Mandarini per il Corriere dello Sport:
Zero tiri in porta, appena due tocchi in area, in apnea costante tra le onde della mareggiata Bremer, un’ombra gigantesca che l’ha ingoiato in un cono fatto di anticipi, contrasti e duelli vinti per terra e per aria. E così, beh, Lukaku ha sofferto sul serio per la prima volta da quando ha rimesso piede nel campionato italiano: s’era abituato e aveva abituato tutti molto bene, considerando i due gol realizzati con il Parma e il Cagliari e l’assist servito a Kvara, ma al di là dei bonus è mancata proprio la prestazione base. «Lukaku deve ancora entrare in condizione. Quella condizione che pretendo io», ha detto Conte con quella franchezza che è un marchio di fabbrica e che non lascia scampo alle interpretazioni. «Del resto è stato uno degli ultimi ad arrivare», la postilla non da poco aggiunta con altrettanta onestà. Tradotto: al lavoro, Rom. Anche ieri, in occasione dell’immediata ripresa in vista della Coppa Italia
Neanche uno spunto, niente, poco movimento e cifre impietose: in 72 minuti nessun tiro, 18 tocchi di cui 2 in area avversaria, 4 passaggi riusciti su 9, 3 duelli vinti su 10, 9 possessi persi, 2 volte in fuorigioco.
Lukaku l’anno scorso doveva finire alla Juve, Allegri lo voleva al posto di Vlahovic – La Stampa
È una storia conosciutissima. Ma domani c’è Juve-Napoli ed è giusto ricordarlo. Lo fa anche La Stampa che però dimentica un passaggio fondamentale: era Allegri a volere Lukaku. Il livornese pare che avesse detto: con Lukaku possiamo vincere lo scudetto. Poi si sa com’è andata. È rimasto Dusan, che è fortissimo ma che non fa impazzire gli allenatori: né Allegri e nemmeno Thiago Motta.
Il belga, infelice di restare al Chelsea, sarebbe dovuto passare ai bianconeri con uno scambio proprio col serbo. La trattativa però non si concretizzò, e per Big Rom si aprì la possibilità di un prestito annuale alla Roma.