Non ci sono preclusioni legate all’uscita dall’Europa, ma sono fondamentali i programmi e le immancabili ambizioni

Conte ha incontrato il Napoli, in autunno rifiutò 8 milioni per subentrare a Garcia. Lo scrive il Corriere dello Sport con Fabio Mandarini.
Nel corso del vertice societario, è riemersa ancora e come sempre la candidatura di Antonio Conte, un’altra antica passione del presidente. Un allenatore libero da vincoli. La sua soluzione per la rivoluzione d’autunno: a ottobre lo avrebbe voluto per sistemare al volo la stagione, per blindare una squadra allo sbando e una Champions già in pericolo, e così gli offrì 8 milioni e la panchina degli ormai ex campioni d’Italia. Ma lui preferì declinare gentilmente: non una questione economica e anzi la voglia di partecipare alla costruzione di un progetto, piuttosto che saltarci su in corsa. Legittimo.
Sabato, dicevamo, è andato in scena un incontro con il Napoli: non ci sono preclusioni legate all’uscita dalla Champions, dall’Europa League e finanche dall’Europa, ma sono fondamentali i programmi e le immancabili ambizioni. Conte è un profilo autorevole che garantirebbe appeal sul mercato e spargerebbe serenità su una città piena di tifosi inferociti o peggio ancora disillusi, dopo il clamoroso crollo della stagione con lo scudetto sulle maglie, ma Conte è anche un investimento estremamente impegnativo da calibrare per benino, tra un ingaggio da definire e varie ed eventuali. E De Laurentiis ci pensa, analizza, riflette.
Conte sa bene che il Napoli non ha in mente investimenti milionari (Corrmezz)
De Laurentiis pensa ad una formula in cui hanno molto peso i bonus, per esempio con una base fissa di circa 6 milioni e incentivi anche di 3 milioni per la qualificazione alla Champions League. Lo slancio per convincere Conte c’è stato, poi De Laurentiis riflette con il suo «ministro delle finanze» Andrea Chiavelli sull’onerosità dell’operazione e delle dinamiche che si possono verificare se Conte non verrà accontentato sul mercato, dell’eventuale conflitto caratteriale che può venir fuori.
Conte conosce bene la dimensione del Napoli, sa che non ha in mente investimenti milionari per campioni già affermati, ha anche accettato l’idea di allestire una squadra giovane, forte, da rigenerare. Buongiorno è un nome gradito, viene fuori dai colloqui tra Conte e Manna così come Retsos dell’Olympiacos o Huijsen di proprietà della Juventus ma in prestito alla Roma. Giocatori già di buon livello da far crescere sotto la gestione Conte com’è accaduto in passato a tanti: da Darmian a Giaccherini, da Matri a Victor Moses.
I contatti sono frequenti, si cerca di arrivare alla quadratura del cerchio ma c’è da lavorare. Nel frattempo Conte si guarda intorno, osserva il caos che è si sviluppato al Milan e aspetta un’eventuale offerta del Manchester United ma al momento solo il Napoli ha formulato una proposta concreta.