I complimenti del presidente portano il Napoli fuori da un clima impossibile. Ora per lui sarà più facile valutare e ricostruire

Tristezza ma dignità, l’undicesimo pareggio ha la stessa faccia di Calzona. Lo scrive Antonio Corbo sull’edizione napoletana di Repubblica.
Ecco cosa scrive:
Tristezza ma dignità, l’undicesimo pareggio ha la stessa faccia di Calzona.
A 4 partite dalla fine ed a 5 punti dalla Lazio settima vede l’Europa lontana, ma ha rimesso in piedi con terapia d’urgenza una squadra che solo una settimana fa era ferma, stesa, finita.
PAGELLE NAPOLISTE DI CALZONA E DI JUAN JESUS (SI PARLA DI CALZONA)
CALZONA. E’ una bravissima persona, Calzona detto il Terzo, ma nemmeno con lui il Napoli è riuscito a raddrizzare una stagione nata malissimo, non male. Oggi ha senza dubbio sbagliato i cambi, tranne quello di Ngonge, ma il nodo non è questo, è complessivo. Che almeno il redde rationem di fine campionato faccia chiarezza sui clan nello spogliatoio e separi evangelicamente le pecore buone dai capri cattivi. Non solo. Lo strombazzato arrivo di Conte o di qualunque altro allenatore non ideologico estirpi una volta per tutte la pianta ormai appassita e senza frutto del quattro tre tre. Tutto questo ovviamente sempre che il Duce Aurelio rinsavisca. Speriamo – 5
Cambi privi di senso e un harakiri con Ostigard messo in campo su corner contro. Il Napoli gioca meglio di tante altre volte, è vero, ma continuo a dire che il gioco di questa squadra non è merito dell’allenatore ma qualcosa che i giocatori hanno del Dna ma non ricordano più di avere. I tiri buttati al vento non si contano: 14 solo nel primo tempo. Un quadro impietoso per una squadra che l’anno scorso è sembrata irresistibile. La nota positiva c’è: mancano solo 4 giornate alla fine dello strazio – 4,5
JUAN JESUS. Ci risiamo con lo sciagurato Giovannino Gesù, che provoca il rigore romanista. E dire che fino a quel momento aveva disputato una partita attenta (il gol trangugiato al 41’ non fa statistica: l’arbitro aveva fischiato una punizione per la Roma). Detto questo, faccio professione di misericordia nei suoi confronti e ripeto quanto scritto qualche tempo fa. Il problema non è lui, ma chi lo mette in campo. Una volta certificato il fallimentare acquisto del palindromo brazileiro, restava Ostigard ma ben tre allenatori hanno sempre scelto Giovannino: perché? Calzona detto il Terzo ha dato una spiegazione, dimostrando di essere un Sarri in miniatura coi paraocchi, per non dire ottuso: Juan Jesus avrebbe i piedi migliori di Ostigard (il condizionale, almeno per me, è d’obbligo) nella fatidica costruzione dal basso. Insomma, la dittatura del deviazionismo giochista. Come se per un centrale la priorità dovesse essere l’impostazione, e non la difesa. Da brividi – 4,5
Mi deprime sparare sul povero Giovannino: la sfortuna quest’anno è nera, ma la sfortuna di Juan Jesus lo è di più – 4