A Sport Week: «Ho conosciuto Dalla quando ancora non cantava, ma tifava Bologna come me»

Gianni Morandi, grandissimo tifoso del Bologna racconta il suo tifo a Sport Week
Chi era il suo eroe all’epoca? Bulgarelli, Nielsen, Haller? E Joshua Zirkzee le ricorda qualcuno di loro?
«Mentre Lucio aveva come preferito Ezio Pascutti (infatti ave- va sempre con sé un portachiavi con una fotografia del centravanti, lo ha tenuto per tutta la vita), io ero molto affascinato da Helmut Haller. E da Giacomo Bulgarelli, anche perché lui era bolognese ed è stato riconosciuto da tutti, compreso Gianni Rivera, come uno dei più grandi centrocampisti italiani. Avvicinare qualcuno di loro alla rosa di oggi è difficile, ma penso che un centravanti come Zirkzee, in quella squadra, avrebbe sicuramente segnato decine di gol».
Un tifo che lo ha portato a conoscere Lucio Dalla con cui hanno condiviso tante partite del Bologna
«Successe proprio perché eravamo entrambi tifosi del Bologna. Capitò mentre eravamo lontani da casa, a Taormina, nel 1963. Al Teatro Greco era stata organizzata una serata televisiva interamente dedicata agli artisti della Rca italiana, anche se poi ne arrivarono anche di stranieri, come Paul Anka e Neil Sedaka. Lucio non cantava ancora, all’epoca suonava il clarinetto con i Flipper. Ci conoscemmo lì, quasi subito mi disse che andava sempre allo stadio. Scoprendoci tifosi, cominciammo a seguire insieme quel Bologna meraviglioso»
Il duo giudizio su Thiago Motta
«Riprendo le parole di Thiago Motta: “La squadra deve giocare bene”. Poi, se gioca bene, allora arriveranno anche i risultati. Lui per esempio le partite le prepara sempre allo stesso modo, che sfidi l’ultima in classifica oppure la prima. Poi Thiago è brasiliano, è amante del bel calcio, ha fantasia come il grande Brasile di Pelé. Preferisce sicuramente arrivare al risultato solo giocando bene. E la città lo apprezza, tutti speriamo che possa rimanere in panchina e aprire un ciclo»