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De Ketelaere: ci sono ambienti e club più propensi ad aspettare, altri meno

Meglio tenere a freno i giudizi facili, Milan e Atalanta sono situazioni e contesti diversi. Come accadde anche con Henry alla Juventus

De Ketelaere: ci sono ambienti e club più propensi ad aspettare, altri meno
Mg Bergamo 15/01/2024 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Frosinone / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Charles De Katelaere
DE KETELAERE: BASTA SOLO ASPETTARE I CALCIATORI DI TALENTO?

La risposta è no. Sarà sempre no e chiunque semplifichi questo concetto, fa della retorica insopportabile (alla Sandro Curzi), che semplifica riflessioni più articolate. Sia chiaro, non vuol dire che l’attesa non sia “dovuta” e che non sia parte integrante di un processo di crescita e di ambientamento, ma serve sempre la contestualizzazione. Invece, in un’informazione sempre più preda del “concetto lampo”, della impression per raccogliere quei pochi secondi di attenzione del lettore, si tende a banalizzare e ciò che l’essere umano NON è, ossia un costrutto standardizzato.

Ceduto dal Milan con pochi rimpianti

Protagonista dei nostri pensieri è Charles De Ketelaere (CDK), calciatore belga in forza questa stagione all’Atalanta. CDK è stato ceduto con pochi rimpianti dal Milan ai bergamaschi in prestito oneroso di 3 milioni di euro con diritto di riscatto fissato a 25. Un’operazione che ad inizio stagione, dato lo scarso rendimento del centrocampista (o attaccante) nella precedente, sembrava a tutti neutra e, forse, con qualche punto interrogativo per l’acquirente. Nessuna minusvalenza per i rossoneri (dato l’ammortamento di quota annuale dei 36,5 milioni di euro pagati al Bruges), una scommessa per l’Atalanta, che da qualche anno era alla ricerca di un sostituto di Gomez e/o Ilicic.

Alla 23esima giornata, con 26 presenze, 9 gol e 7 assist tra campionato, Europa League e Coppa Italia, lo scenario si è ribaltato. L’Atalanta “sembra” aver fatto l’affare, il Milan è l’emblema del club che non sa aspettare gli acquisti di talento.
Ecco il concetto di “aspettare” è talmente vacuo e passivo nel significato, che ci si può immaginare la scenetta dove lo staff tecnico del Milan si attendesse qualcosa di particolare da CDK. Non funziona così nel calcio, ma trasversalmente in tutte le organizzazioni in cui l’elemento umano è determinante nella riuscita di un progetto. Stante le responsabilità di chi viene inserito in un contesto nuovo, è anche l’ambiente che accoglie a dover creare quella simbiosi che ne esalti le qualità.

Bergamo un contesto funzionale a De Ketelaere

A Bergamo sta succedendo, a partire da un allenatore – Gasperini – che CDK lo ha voluto fortemente, che gli ha dato fiducia, che lo ha inserito in un contesto funzionale al suo modo di essere calciatore. Proponendo paragoni un po’ vintage, è la condizione che visse Henry alla Juventus, non atteso e bollato come “inadatto” al campionato di Serie A. In quella Juventus in attacco c’erano Del Piero e Inzaghi in attacco. Arrivato all’Arsenal la musica cambiò. Merito del francese? Si, ma anche di chi seppe capire le sue caratteristiche (Wenger), le sue potenzialità e costruire attorno a lui un ambiente favorevole per esprimerle.

E aggiungiamo che l’attesa è un concetto che nei grandi club ha elementi che molto spesso mal si sposano con la tensione perenne ai risultati. C’è poi la piazza e le sue aspettative, che non tutti hanno la maturità di sopportare in un determinato momento della carriera. Ecco, in conclusione, se si deve parlare di aspettare un calciatore, è necessario sempre CONTESTUALIZZARE l’ambiente in cui l’insuccesso o il successo è arrivato. In caso contrario la scure del giudizio facile, del rimpianto facile, dell’esaltazione facile, farà più danni (ideologici) che il Terrore durante la Rivoluzione francese.
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