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Zazzaroni: il mondo arbitrale è omertoso, il coraggio lo riserva esclusivamente al campo

Sul CorSport risponde alla lettera dell’ex direttore generale della Figc. “Gli arbitri non hanno capito che il caso D’Onofrio ha minato ulteriormente la loro credibilità

Zazzaroni: il mondo arbitrale è omertoso, il coraggio lo riserva esclusivamente al campo
Db Milano 17/10/2022 - Gran Gala' del Calcio Aic 2022 / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Daniele Orsato-Alfredo Trentalange

Zazzaroni: il mondo arbitrale è omertoso, il coraggio lo riserva esclusivamente al campo

Il Corriere dello Sport pubblica una lettera dell’ex direttore generale della Figc, Antonello Valentini. Il tema è il caso Rosario D’Onofrio, il procuratore capo dell’Aia arrestato la settimana scorsa per traffico internazionale di droga.

Valentini scrive:

“la storia non insegna nulla sul piano dello stile e della responsabilità”.

“Le vicende dell’AIA, con la bufera del caso D’Onofrio, stanno provocando un danno di immagine devastante per il calcio italiano, anche a livello internazionale”.

La storia, continua, nel caso dell’Aia non ha insegnato nulla. E ricorda quando, per lo scandalo Calciopoli, Franco Carraro, allora presidente della Federcalcio, rassegnò le sue dimissioni, anche se non aveva responsabilità dirette e personali nella vicenda. Si augurerebbe, insomma, che anche Gravina si dimettesse in conseguenza dello scandalo che ha travolto l’Aia.

Per analogia, la mia esperienza federale mi riporta al 2006, allo scandalo di Calciopoli e alle dimissioni di Franco Carraro da presidente della Federcalcio, eletto dalle componenti interne. Carraro non aveva responsabilità dirette e personali in quella vicenda altrettanto devastante (e dalle indagini su Calciopoli è uscito indenne, assolto con formula piena in tutte le sedi processuali). Da n.1 del calcio italiano sentì però il dovere di fare un passo indietro, avvertendo il peso di una “responsabilità politica”, come lui stesso motivò la decisione di dimettersi”.

A Valentini risponde Ivan Zazzaroni, che non si dice d’accordo sulle dimissioni di Gravina.

“Caro Antonello, condivido tutta la prima parte del tuo intervento, ho scritto le stesse cose con chiarezza nei giorni scorsi. Nutro qualche dubbio solo sul finale, ovvero sul fatto che Gravina dovesse dimettersi per “responsabilità indiretta”. Se, come tu spieghi, l’architettura federale è una catena di giurisdizioni domestiche, le une del tutto autonome rispetto alle altre, il presidente non ha alcuna responsabilità politica per ciò che è accaduto. E non ha altro rimedio diverso da quello che ha adottato: azzerare l’autonomia dell’Aia, riportandola sotto la responsabilità della Figc”.

Le dimissioni di Gravina creerebbero un vuoto istituzionale enorme. Mentre diversa è sicuramente la posizione del presidente dell’Aia, Trentalange, scrive Zazzaroni.

Diversa è la posizione del presidente dell’Aia Alfredo Trentalange: lui certamente ha una responsabilità politica della nomina di D’Onofrio. Il procuratore degli arbitri è il giudice dei giudici: anche a prescindere dalla conoscenza dell’indagine penale e della gravità delle accuse, mi chiedo a che titolo un militare conosciuto con l’appellativo di Rambo, che non è propriamente né un arbitro dal passato glorioso, né un giurista, venga incaricato a un magistero così alto. Sono curioso di verificare come andrà a finire questa orribile storia e mi piacerebbe sapere chi ha suggerito a Trentalange di puntare su Rambo: faccio fatica a credere che questo pasticcio sia interamente farina del suo sacco”.

Zazzaroni scrive del mondo arbitrale, definendolo omertoso. Gli arbitri riservano il loro coraggio solo al campo.

“Sto ricevendo a posteriori telefonate di chi ha subìto alcune delle decisioni del procuratore: il mondo arbitrale è omertoso, il coraggio lo riserva quasi esclusivamente al campo. La categoria non si è ancora resa conto del danno provocato dallo scandalo: ne ha minato ulteriormente la credibilità. Ho la sensazione, caro Antonello, che si auguri – comme d’habitude – che passi anche questa nuttata. L’alba troverà altri volti”.

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