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El Paìs: «Maradona barò guardando in faccia l’Inghilterra, oggi si mettono un vibratore nel sedere…»

“La mano de Dios resta la Cappella Sistina dell’imbroglio sportivo. Così si fa, non infilandosi oggetti nel retto come ha fatto Niemann negli scacchi”

El Paìs: «Maradona barò guardando in faccia l’Inghilterra, oggi si mettono un vibratore nel sedere…»

El Paìs dedica una pagina intera all’arte del baro. Dell’imbroglio sportivo. E alla sua ultima declinazione: il vibratore anale usato (forse, chissà se è vero) negli scacchi da Hans Niemann per battere il campione Carlsen. Per dirla con Daniel Verdù: “Niemann ha ascoltato, sbattendo appena le palpebre, i segnali che provenivano dall’estremità del suo intestino tenue decidendo, di conseguenza, se quella specie di morso fisiologico lo invitasse a muovere un pedone o un cavallo. Se sei arrivato fin qui, avrai già un’idea di quanto sia complicato barare negli scacchi, la metafora regina di quella che chiamiamo vita”.

Il punto, per l’editorialista di El Paìs è l’arte dell’imbroglio. “Barare, soprattutto di fronte al sofferente, è ancora redditizio. Lo vediamo nelle relazioni e in politica. E anche in quasi tutte le partite di calcio”.

Ovviamente il riferimento culturale primo è il gol di Maradona all’Inghilterra, la “mano de Dios“.

“Era il minuto 6 del secondo tempo e quell’argentino, 20 centimetri più basso del portiere e 100.000 metri più furbo dell’intero stadio Azteca, alzava il pugno e consumava quella che potrebbe essere la Cappella Sistina dell’imbroglio nello sport”. Maradona “lo ha fatto guardando di traverso la linea e l’arbitro. Ma fissando un’intera nazione arrogante come l’Inghilterra. È così che si fa, non si nascondono oggetti nel sedere, penserebbe oggi il buon vecchio Maradona. Perché la fine della civiltà è vicina, ed è meglio che ci sorprenda a nostro agio”.

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