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Ulivieri: “Modernizzare il calcio italiano va bene, ma senza perdere la nostra identità”

A radio Punto Nuovo: “Penso che il Napoli di Gattuso ci riesca. Vedo questi ragazzi e si vede che dentro di loro c’è la tendenza alla modernizzazione”

Ulivieri: “Modernizzare il calcio italiano va bene, ma senza perdere la nostra identità”

Renzo Ulivieri, presidente Assoallenatori, ha risposto ad alcune domande ai microfoni di radio Punto Nuovo

Come è cambiato il calcio oggi?

“Io negli anni precedenti trovai Anderson e conveniva sfruttare la sua testa. Gli avversari non venivano a pressarti per andare a recuperare la seconda palla. Oggi le cose sono cambiate. Le squadre sono più evolute. Credo che oggi debbano avere costruzione e verticalizzazione. Le squadre complete oggi sono queste. Mi sembra che il Napoli su questa strada ci sia. Sono cambiate le regole ed è cambiato il gioco. I centrocampisti sono marcati più stretti. Prima quando le squadre facevano un retropassaggio al portiere, cadeva lo stadio per i fischi. Oggi non è più così.”

Gattuso, Pirlo, Conte chi sono i migliori tra i nuovi?

“Allora io sono tifoso di quelli che sono usciti dai miei corsi. Prima era tifoso della squadra che allenavo, ora sono tifoso di questi ragazzi. De Zerbi, Gattuso, Pirlo, D’Aversa. Tutti questi che sono usciti dai nostri corsi e stanno cercando strade nuove. Non bisogna dimenticare che noi italiani eravamo rimasti arretrati. All’estero da italiano mi dicevano: “mafia, pizza, Berlusconi e catenaccio!” Conoscevano la parola catenaccio! Noi non potevamo andare con difesa e contropiede. In qualche momento volevamo diventare spagnoli, anche troppo. Non dobbiamo perdere la nostra identità”.

Gattuso ci riesce?

“Secondo me sì. Io guardo il Napoli. Vedo questi ragazzi e si vede che dentro di loro c’è la tendenza alla modernizzazione. Guardo loro e guardo i campionati stranieri e credo che le nostre squadre abbiano qualcosa in più dal punto di vista tattico. Poi che da noi arrivino i Ronaldo è vero, ma quanti anni ha?”

Sul suo Napoli?

“Mi è dispiaciuto molto per Antonio Iuliano che ha assecondato le mie richieste. I giocatori li avevo scelti io e la responsabilità mia. Li avevo sbagliati dal punto di vista caratteriale, perché non sapevo che giocare a Napoli è difficile. Il San Paolo è impegnativo. Io mandavo a quel paese un giornalista nell’intervallo? È vero (ride ndr). Ma ho sempre avuto grande rispetto per voi e vi ringrazio per il vostro rispetto. Credo come persona di essere stato rispettato e aver dato rispetto. Sono orgoglioso”.

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