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Mirone: «Non è possibile aprire gli stadi a più di mille spettatori»

Il responsabile medico dei tamponi del Napoli a Repubblica spiega che il rischio sarebbe all’esterno degli impianti dove si creerebbero assembramenti

Mirone: «Non è possibile aprire gli stadi a più di mille spettatori»

Repubblica intervista oggi Vincenzo Mirone, primario dell’Uoc di Urologia e Centro di Chirurgia Robotica dell’azienda ospedaliera universitaria Federico II e responsabile della consulta medico scientifica del Napoli, sulla questione relativa all’allarme covid scattato dopo le 14 positività nel Genoa che domenica ha affrontato al San Paolo la formazione azzurra.

È chiaro al momento che la trasferta di Torino per affrontare la Juve è a rischio, bisognerà attendere quanto meno il secondo tampone per avere le idee più chiare e il terzo di sabato per avere certezze.

Quello del Genoa è il primo caso, spiega Mirone, in cui tanti calciatori di una stessa squadra hanno contratto il Covid 19. Questo significa che i problemi stanno venendo a galla e che bisogna mantenere alta l’attenzione.

Sulla questione stadi Mirone considera che 1000 sia il numero massimo di spettatori accettabili al momento 

«Ho letto di una proposta che prevede la presenza del pubblico in base al 25 per 100 della capienza di ogni singolo stadio. È assolutamente improponibile in questo momento. Dobbiamo andare con i piedi di piombo. Lo dico da virologo.».

Considerando un’affluenza ad esempio di 15mila tifosi, il problema non sarebbe all’interno degli impianti,

«dove si potrebbe rispettare tranquillamente il distanziamento tra le persone che sono accomodate in tribuna, ma fuori».

In che senso?

«Il rischio di assembramento è davvero alto sia all’ingresso che all’uscita. Ci vorrebbero ore per svolgere tutte le operazioni di controllo».

 

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