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La stampa spagnola rilancia la retorica del Gattuso “terrone”: un “calabrese 4×4”, tutto grinta e urla

La Vanguardia racconta il tecnico del Napoli come l’emigrante “di umili origini”, che “ha imparato tantissimo da Ancelotti” e che non disdegna il bel gioco

La stampa spagnola rilancia la retorica del Gattuso “terrone”: un “calabrese 4×4”, tutto grinta e urla
Napoli's Italian coach Gennaro Gattuso gestures during the Italian Serie A football match Genoa CFC vs SSC Napoli vs AC Milan. SSC Napoli and AC Milan drew 2-2.

“Ringhio” non è niente. La Vanguardia, autorevole quotidiano catalano, Rino Gattuso lo descrive così:

“El emigrante. El esforzado. El leñador. Un chico del pueblo. No muy alto. No muy espigado. Al contrario. Un cuatro por cuatro. Una tanqueta física y un hombre de frases ingeniosas, un punto guiñolescas, impregnadas del dialecto calabrés”.

La traduzione avrebbe rovinato la poesia, in spagnolo suona molto meglio: la “tanqueta”… è la perfetta descrizione del terrone (ma non “di merda”) tutto grinta, anima e urla. D’altra parte il titolo del pezzo col quale Vanguardia racconta il tecnico del Napoli è “Gattuso, l’urlo di Napoli”. Non si scappa, la retorica che lo accompagna è quella: il calabrese quattro per quattro che fermò Zidane nella finale mondiale del 2006, e che ora deve fermare con gli stessi mezzi Messi.

“Fermare Messi? Nei sogni o alla Playstation prendendo il Gattuso di 15 o 20 chili in meno, quello che giocava per il Milan”, ci scherzava lui. Vanguardia sottolinea più volte il suo rapporto con Ancelotti, dal quale ha imparato tantissimo.

“Come allenatore, Gattuso dice di chiedere ai suoi calciatori l’opposto di quello che ha fatto come giocatore. Vuole che attacchino, siano protagonisti, dominino il gioco. Ma una non è cambiata in Rino. La sua passione, l’orgoglio. Ingredienti che si combinano molto bene nel Napoli che ha celebrato in grande stile, nonostante la pandemia, la Coppa Italia a giugno”.

“Da giocatore ha urlato a destra e sinistra, sia che si trattasse dell’artista Pirlo o di Materazzi in Nazionale. Continuava a gesticolare e comunicare. Gattuso era ed è indomito, mai pentito, un altruista senza peli sulla lingua”.

Gattuso è quello che in camera aveva il poster di Bagni ma “ciò non significa che il tecnico non sappia apprezzare il touch football. “È meraviglioso vedere giocatori come Riqui Puig, che hanno ancora la faccia da bambino. È come una poesia ”, disse solo due anni fa dopo un’amichevole tra Milan e Barcellona”.

È il racconto del Gattuso “di umili origini”, l’emigrato in Scozia “perché l’offerta era buona e aveva bisogno di soldi per la sua famiglia”. E della dura gavetta da allenatore che poi lo ha portato a giocarsi un ottavo di Champions contro il Barcellona.

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