Il calcio al tempo dei social: il liquame che scorre sul web, complice il wi-fi

Il Corriere dello Sport racconta il “weekend di offese e bassezze che sono diventate subito virali”. Ormai è una continua offesa di tutti contro tutti

Il calcio al tempo dei social: il liquame che scorre sul web, complice il wi-fi

Ne parla questa mattina, sul Corriere dello Sport, Fulvio Abbate, raccontando il “weekend di offese e bassezze che sono diventate subito virali”.
Un tempo c’era solo ‘arbitro cornuto’, il resto rimaneva un pensiero represso, perché o lo tenevi per te o dovevi venire direttamente alle mani e in genere ti sbolliva appena uscito dallo stadio, consapevole non fosse un atteggiamento consono. Oggi, invece, che le condotte fognarie sgorgano a fiotti a causa dei social network, è tutto un pullulare di insulti, “equamente distribuiti” e soprattutto h24.

Gli esempi, nell’ultimo weekend calcistico, si sprecano

Milan-Lazio, tanto per iniziare. Bakayoko scambia la maglia con Acerbi e Kessie “la mostra alla curva come fosse uno scalpo”. Da lì l’inferno, con offese reciproche sui rispettivi account. Oppure il caso di Mihailovic, appellato ‘Zingaro di merda’ allo stadio di Firenze, che poi attacca Allegri, sempre sui social, accusandolo di avere usato dei ‘ragazzini’ contro la Spal.
Ormai è una continua offesa di tutti contro tutti, parole che coprono di melma tutto, come fossero pioggia sporca. Accade persino nei salotti televisivi (prendi il caso di ‘capra’ e ‘merda’ tra Cairo e Cruciani a Tiki-Taka). Se solo finisse lì. Ma la notte è lunga e il giorno sembra non avere limiti di ore perché, sui social, la luce è sempre accesa.

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