Non sparate su Caressa, la faziosità è richiesta dal pubblico

L’utente esige uno schieramento e Sky Sport lo accontenta. C’è un lavoro e un obiettivo dietro le telecronache che hanno rivoluzionato il linguaggio giornalistico

Non sparate su Caressa, la faziosità è richiesta dal pubblico

Risponde a un’esigenza di mercato

Dopo aver difeso Allegri, difendiamo anche Fabio Caressa. Tanto la reputazione è bella che andata da quel dì.

È arduo scrivere un articolo del genere su un giornale che ha la faziosità nella testata.

Fabio Caressa, a parere di chi scrive, con la sua telecronaca di Juventus-Atletico Madrid ha risposto a un’esigenza di mercato. Il pubblico richiede uno schieramento. Diciamo di più, lo pretende. Vuole sapere da che parte stai. Ha bisogno di sapere se sei un amico o un nemico. Deve incasellarti. E, soprattutto, ti vuole uguale a lui. Il giornalista equidistante è un residuato bellico. Un vecchio arnese che parla al vento. Bisogna tornare a Paolo Valenti che nascose per una vita la sua fede viola. Parliamo di quarant’anni fa e anche oltre. Del resto cercate la telecronaca di Nando Martellini di Italia-Brasile del 1982, partitina appena appena emozionante, e poi diteci se non vi sembra una roba di quattro secoli fa.

Oggi sarebbe impensabile. Oggi accade l’esatto contrario. Nel calcio ma non solo. È quel che vediamo ogni giorno, da anni, nelle trasmissioni politiche. Con i giornalisti che sono invitati in base alla loro appartenenza, né più né meno degli esponenti politici. Tra un po’ avremo gli schieramenti anche per le previsioni del tempo.

La attenuanti

Tornando al focus, va detto che per Juventus-Atletico Madric c’erano anche delle attenuanti. Innanzitutto eravamo di fronte a una squadra italiana contro una squadra straniera. Ed è ormai impensabile in Italia che non si faccia il tifo. Pensate a cosa sarebbe a successo se avessimo assistito a una telecronaca imparziale. Ci sarebbe stata una sollevazione popolare. Vale per tutte le squadre. Cosa accadrebbe se domani sera la telecronaca di Salisburgo-Napoli fosse imparziale, con ipotetiche critiche al Napoli ed elogi agli austriaci. Non osiamo neanche immaginarlo, è una eventualità che non può più essere presa in considerazione. Se gioca una squadra italiana contro una squadra straniera, gli altri sono il nemico. Punto.

Per ieri sera c’era anche un altro fattore da tenere in considerazione. Il passaggio del turno da parte della Juventus era molto importante per l’azienda. Una cosa è avere i diritti tv della Champions senza più la Juventus in campo, e un’altra è trasmettere una competizione con i bianconeri e Ronaldo ancora in lizza. Quindi possiamo dire che era anche un tifo interessato.

Sky Sport detta l’agenda

Ma il punto è un altro. Il punto è che Caressa risponde e ha risposto a un’esigenza di mercato. Sì, ci saranno state telefonate di protesta. Su Twitter in tanti si sono lamentati. Ma le frasi durante la partita sono probabilmente già diventate virali nelle chat di tifosi juventini, quel “viva il re” sarà diventato la suoneria di tantissimi telefonini. C’è uno studio dietro quella telecronaca. E farla sembrare naturalmente faziosa è un merito di Caressa. Fatichiamo a immaginare che realmente il telecronista si sia innamorato – e poi proprio ieri sera – di Cristiano Ronaldo. Non era il pathos che lo guidava mentre provava a dire che il gol di Chiellini non andava annullato. È da dilettanti crederlo.

Del resto pochi mesi fa ci fu un’analoga polemica che investì la telecronaca di Adani e Trevisani per Inter-Tottenham. La loro esultanza alla rete del 2-1 venne giudicata eccessiva. Nessuno a Napoli, ovviamente, ebbe però da ridire sull’esultanza di Adani al 36esimo gol di Higuain, contro il Frosinone.

In Italia, Sky Sport ha stravolto il modo di raccontare il calcio. Non c’è paragone numerico tra gli spettatori che seguirono la finale Mondiale del 2006 – Italia-Francia – sulla Rai e su Sky eppure la frase che si ricorda è quella di Caressa: “Abbracciamoci forte e vogliamoci tutti bene”.

Che piaccia o meno, Sky Sport detta l’agenda setting del calcio. E nel giornalismo, come nella politica, è tanto (se non vogliamo dire tutto). Essere da ore in apertura di Dagospia con un articolo sulle proteste degli ascoltatori contro la telecronaca di Caressa, è una vittoria di Sky Sport. È la conferma della bontà della loro scelta. E della loro bravura. Almeno questa è l’impressione di chi scrive. Anche perché tra quegli utenti che protestano, ci saranno stati sicuramente tifosi dell’Inter che hanno invece giustamente partecipato all’euforia per rimonta sul Tottenham e tifosi del Napoli che erano in brodo di giuggiole per il gol di Higuain al Frosinone. Poi, ovviamente, bilanciano con interventi tecnici di tutto rilievo, perché in studio hanno ex calciatori che di pallone ne sanno eccome.

Il Napolista, che ha la faziosità nella testata, riceve forti critiche quando non adempie a quello che è ritenuto il suo compito, ossia essere di parte. Perché è difficilmente concepibile che si possa essere tifosi senza essere ciechi né che si possa essere tifosi e sportivi allo stesso tempo. Si può tifare contro la Juventus e riconoscere la loro superiorità in campo. Non è affatto difficile, almeno secondo noi. Ma siamo in pochi.

La Gazzetta

Un ultimo appunto sulla faziosità. Oggi la Gazzetta dello Sport ha scelto come immagine di copertina il gesto di Ronaldo a fine partita – “que la chupen” per dirla alla Diego – dopo aver scritto corsivi al vetriolo per la mancata di squalifica di Simeone dopo l’esultanza dell’andata. È una scelta di mercato. Non possiamo credere che non lo sappiano. Anche se in questo caso si ha buon gioco nel dire che le copie dei quotidiani sono in costante calo.

La cultura della faziosità ha preso il sopravvento. La faziosità è richiesta dal pubblico. E il pubblico, il cliente, ha sempre ragione. Essere faziosi – o meglio, interpretare il ruolo del fazioso – non solo è più semplice, ma è anche conveniente.

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