Ancelotti si gode finalmente i frutti del suo Napoli

I gol di Milik, la prestazione esaltante di Zielinski. Una squadra che riesce a risultare esteticamente e ritmicamente coinvolgente anche senza svariati “campionissimi”

Ancelotti si gode finalmente i frutti del suo Napoli

Prologo

Nel quarto giorno D.M (dopo Madrid), il Napoli è di scena a Parma. Alle spalle la qualificazione agli ottavi di Europa League, alle spalle l’urna ed il Salisburgo, alle spalle battutacce al sapore di Red Bull.

Ancelotti, al Tardini presenta Meret in porta, difesa con Malcuit, Maksimovic, Koulibaly e Hysaj, Allan, Ruiz e Zielinski in mediana, Callejon, Milik e Mertens in attacco. Assente per squalifica il neo capitano Lorenzo Insigne. Parma avversario da non sottovalutare (anche qui battute a parte), ben organizzato e con un attacco di tutto rispetto.

Atto primo

Chiaro sin dai primi minuti il copione della gara. Azzurri alla ricerca del gol attraverso trame di gioco ed altre favoleggianti prove d’estetica calcistica e Parma pronto a ripartire con il velocista Gervinho ed i tempi perfetti di Roberto Inglese. Al dodicesimo minuto, serpentina di Mertens in area di rigore, doppia conclusione, doppia parata di Sepe. Al diciannovesimo minuto, Hysaj dimentica per un attimo le sue doti da perfetto soldatino dedito all’obbedienza tattica e confeziona un assist meraviglioso per Zielinski che di piatto spiazza Sepe. 1-0. Trentaquattresimo minuto, calcio di punizione per gli azzurri. Milik alla battuta, tiro sotto la barriera, intuizione geniale del polacco e 2-0. Il primo atto termina di fatto qui. In mezzo una esaltante prova del polacco marcatore numero uno (Zielinski) padrone assoluto del centrocampo, esaltato da qualsiasi cosa presente in quel momento al Tardini, e va benissimo cosi.

Atto secondo

Al cinquantaquattresimo minuto un iniziale calcio di rigore per il Parma di trasforma in pochi minuti, dopo attenta riflessione da parte dell’arbitro coadiuvato dalla tecnologica  in calcio di punizione per gli azzurri. Al settantatreesimo minuto ancora Milik, il centravanti che non c’è, forse si e forse no va ancora in rete dopo un preciso tiro all’angolino, in mezzo, svariati assoli del polacco Piotr, sorretto dalla silenziosa classe di Ruiz e dalla chiassosa potenza ed intelligenza di Allan, 3-0.

Ottantaduesimo minuto, Ounas, subentrato a Milik imbeccato da Callejon batte ancora Sepe, 4-0 e gara praticamente conclusa (sensazione viva già da svariati minuti).

Epilogo

Poco da dire in effetti, poco da raccontare che non si sia già raccontato. Gigantesca prestazione degli azzurri, come in realtà era già accaduto nelle gare precedenti, solo senza palle in rete. Ancelotti, tranquillo, rilassato, si gode i frutti di un qualcosa che finalmente sembra esser capace di padroneggiare sempre e comunque, in quanto a gioco, in quanto ad iniziativa, in quanto alla capacità di divertire chi intenzionato o meno si trova ad essere spettatore. Divertente pensare che anche senza dogmi tattici, ortodossia estetica ed altre menate puramente descrittive, questa squadra riesca a risultare esteticamente e ritmicamente coinvolgente, cosi come altrove, nonostante svariati “campionissimi” non accade. Ma il calcio si sa, non è il circo, ed il circo di conseguenza non è il calcio, ma quindi? Certe bestialità? Mah.. forse capiremo, meglio di no.

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