Ponte Morandi: il giallo delle telefonate pre-crollo di Autostrade

Sequestrate le comunicazioni tra Coa e concessionaria. Gli utili di Autostrade sono calati del 15%, il crollo ha colpito le finanze di Atlantia

Ponte Morandi: il giallo delle telefonate pre-crollo di Autostrade

Una ricca rassegna stampa, quella di oggi. Partiamo dalle novità relative alle indagini che ancora una volta ci arrivano da Il Secolo XIX (riprese da La Stampa). Il quotidiano genovese racconta di una svolta arrivata nel tardo pomeriggio di giovedì, quando alla Guardia di Finanza è arrivata una segnalazione “interna, circostanziata e precisa” che sottolineava come “nelle ore immediatamente precedenti il crollo” del ponte ci fossero state conversazioni “di rilevante interesse investigativo” tra il Coa, la centrale operativa autostradale (che ospita, insieme ad operatori di polizia stradale anche una squadra di addetti di Autostrade che vigila il traffico e gestisce l’intervento dei mezzi di soccorso) e gli uffici di Autostrade.

Il giallo delle telefonate

In virtù della segnalazione, la Finanza ha sequestrato le comunicazioni tra gli addetti di Autostrade per verificare se ci sia stato un allarme inascoltato.

L’acquisizione degli atti è durata più di otto ore. Al vaglio dei finanzieri ci sono decine di telefonate, comunicazioni della sala radio e altri avvisi tutti relativi alle ore antecedenti al crollo.

Da questo materiale, gli inquirenti potrebbero ottenere informazioni più dettagliate su quanto avvenuto la mattina del 14 agosto e, “secondo quanto trapela da ambienti investigativi, potrebbero dimostrare ancora una volta come i funzionari della società concessionaria fossero a conoscenza delle condizioni precarie del Morandi. E non siano intervenuti tempestivamente per evitare il peggio”.

L’analisi delle comunicazioni radio e delle telefonate inizierà nelle prossime ore.

Sentito ieri dai magistrati il geologo del Cesi

Ieri i magistrati hanno sentito, come persona informata dei fatti, il geologo del Cesi Giuseppe Paolo Stigliano che coordinò lo studio propedeutico al progetto di retrofitting e che ha ricostruito la genesi dello studio.

È invece slittato l’interrogatorio di Paolo Berti direttore centrale operativo di Aspi. Il 23 novembre, invece, comparirà davanti ai magistrati l’amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci.

L’intervista a Dedomenici il progettista che lavorò con Morandi

“Il ponte Morandi, senza interventi strutturali di una certa portata, prima o poi sarebbe crollato. Il deterioramento del cemento non poteva che causare il collasso della struttura”, ha dichiarato a Il Secolo XIX Espedito Dedomenici, fondatore e amministratore delegato di Star International Spa, società che per 25 anni è stata leader nel settore della riparazione di ponti in tutto il mondo e che ha lavorato al fianco di Riccardo Morandi.

L’ingegnere afferma che “sul futuro del ponte, Morandi è sempre stato chiarissimo” ripetendo spesso che senza un intervento di potenziamento gli stralli sarebbero stati destinati a collassare”.

“Morandi disse che sarebbe stata una rottura senza segni premonitori. Nessun monitoraggio avrebbe potuto rilevare con certezza la caduta e questa si sarebbe verificata nel punto più sollecitato dovuta al cedimento del cavo principale”.

Dedominici racconta che quando chiese a Morandi se non si potessero davvero monitorare i ponti, l’ingegnere rispose sorridendo: “Dedomenici, prova se sei capace a monitorare una corda di violino”.

Atlantia risente del crollo: -15% di utili

Autostrade è su tutti i giornali per la perdita finanziaria dovuta al crollo del Morandi e alla necessità di far fronte ai suoi costi. Il Secolo XIX, Il Fatto Quotidiano, il Corriere della Sera, il Messaggero, il Sole 24 Ore, La Stampa, La Repubblica: i principali quotidiani riportano la notizia.

Atlantia, infatti, chiude i primi nove mesi di esercizio con un utile di 733 milioni di euro, in calo del 15%.

A erodere i guadagni è l’accantonamento di circa 350 milioni come prima stima degli oneri per il crollo del Viadotto che si basa, ha spiegato ieri il consiglio d’amministrazione di Atlantia, su una stima preventiva dei costi di demolizione e ripristino, compresi gli oneri per gli espropri e gli indennizzi, i contributi alle persone e alle attività, i risarcimenti alle famiglie delle vittime.

Atlantia ha deciso che non distribuirà ai soci l’acconto sul dividendo, generalmente pagato a novembre, ma che verserà tutta la cedola a maggio 2019.

L’accantonamento, si legge in una nota, non tiene conto per “motivi prudenziali” dei rimborsi assicurativi. Dai conti emerge infatti che è in corso un contenzioso sui risarcimenti. Autostrade, si legge, ha avviato “in via volontaria” le procedure per risarcire i familiari delle vittime e “sta facendo fronte alle esigenze economiche di commercianti, artigiani e imprenditori direttamente colpiti dal crollo del viadotto, pur in presenza di una contestazione da parte della Compagnia di Assicurazione sulla presa in carico del sinistro con riguardo alla polizza Rct, che viceversa si ritiene operante”. Quale sia questa compagnia di assicurazioni non è precisato.

Nel decreto Genova gli aiuti ad imprese e professionisti

Il Sole 24 Ore scrive che il decreto Genova ha dato il via libera a un’indennità una tantum di 15mila euro per le imprese e i professionisti che sono stati costretti a sospendere l’attività a causa del crollo del ponte Morandi.

Estensione, poi, anche ai liberi professionisti dell’agevolazione per il calo del fatturato, prevista in precedenza solo per le imprese.

Le misure del Comune di Genova per le vittime del crollo

Su Il Secolo XIX il pacchetto del Comune di Genova contenente le azioni di sostegno alle famiglie delle vittime del crollo residenti in città. In breve: la mensa per i bambini a scuola, la casa per chi non ce la fa con l’affitto, lo sconto sulla Tari, il sostegno psicologico, le spese funerarie e per l’assistenza e l’ospitalità dei familiari delle vittime giunti a Genova per i funerali.

Il nuovo quartiere

La nuova via Porro verrà presentata oggi al Teatro Albatros di Rivarolo. Il nuovo quartiere nascerà nell’area dell’ex Continentale italiana di Fegino, in via Ferri.

“Lo studio di architetti, il cui nome resta top secret – scrive Il Secolo XIX – presenterà disegni e studi di fattibilità, e spiegherà che per realizzare il sogno bisognerà essere in tanti, almeno 120, meglio se 150”.

Il punto cardine è quello dei finanziamenti: gli sfollati dovrebbero investire parte dell’indennizzo che riceveranno dall’abbattimento delle loro abitazioni nella creazione del nuovo quartiere, che verrebbe realizzato da Autostrade.

Riprendono i traslochi

Oggi, pioggia permettendo, inizierà il secondo giro di rientri per i mini traslochi in zona rossa. Resta il problema dei magazzini del Bic, troppo pieni per accogliere nuovi scatoloni visto che ancora una quarantina di persone deve liberare gli spazi occupati nel primo giro.

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