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Casarin: «Il Var non entra in area di rigore»

Sul Corsera: «Due bravi arbitri come Banti e Orsato non riescono a cancellare un rigore inesistente in Fiorentina-Roma, e anche Mariani sbaglia a Torino».

Il commento sul Corsera

Ping pong di opinioni (convergenti) sul Var, tra Corriere della Sera e Repubblica. Abbiamo riportato il pezzo di Matteo Pinci sul quotidiano romano (qui), ora c’è anche la versione di Paolo Casarin, che approfitta degli episodi controversi del week-end per fotografare la (sua) realtà della tecnologia. Un’istantanea condivisibile, leggiamo: «C’è un progetto tecnologico per il futuro del calcio. Che comprende il controllo certo del gol, risolto con la Gol Line, il fuorigioco ben individuato con l’attuale tecnologia. Infine, soprattutto, l’idea sarebbe di giudicare meglio i falli in area di rigore con la collaborazione del secondo arbitro, pronto a fornire la visione complessiva di un’azione di cui il direttore di gara non può disporre, in diretta, sul campo».

Solo che ci sono problemi con l’ultimo punto: «Evidentemente, gli arbitri sentono l’area di rigore come una loro proprietà. E allora si avvalgono della discrezionalità che il regolamento concesse loro fin dall’era pretelevisiva. Succede che due bravi arbitri come Banti e Orsato non riescano a cancellare un rigore inesistente in Fiorentina-Roma. E che Mariani, pur davanti al monitor del Var, non si decida a chiarire la differenza tra due falli di mano dal peso opposto (Juve-Cagliari)». Insomma, una precisa geografia degli interventi, in alcune zone gli arbitri vogliono mantenere lo status quo.

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