Fabian Ruiz si traveste da Insigne, il Napoli è una gran bella squadra (grigliate estive a parte)

Udinese-Napoli a teatro. Il grande inizio degli azzurri, la rete dello spagnolo, poi l’Udinese e il colpo di scena: Hamsik entra e Ancelotti chiude la gara.

Fabian Ruiz si traveste da Insigne, il Napoli è una gran bella squadra (grigliate estive a parte)

Prologo

Napoli di scena ad Udine, con la Champions e Parigi negli occhi e nella mente. Altra immagine da non poco, il Genoa che ferma la Juve allo Stadium. Una galleria davvero niente male. Ancelotti applica l’ennesimo turn over che ormai potremmo anche smettere di chiamare in questo modo, tanta è la tendenza del buon Carlo di mescolare e mescolare ed ancora rimescolare le carte prima d’ogni gara. Dentro Malcuit, Verdi, Mertens e Milik. Insigne a riposo in vista del Psg. In porta Karnezis, a sfidare i suoi ex compagni di squadra.

Atto primo

Pronti via, Verdi si accascia e la sua partita finisce li, praticamente senza iniziare. Al suo posto Fabian Ruiz. Il Napoli prende subito il pallino del gioco, l’Udinese sembra attendere gli azzurri per poi ripartire. Dopo qualche minuto l’ipotesi si fa più concreta. Azzurri padroni del campo e palla a Lasagna ogni volta che si può. Callejon, protagonista dei primi minuti di gioco, prova in un paio di occasioni la via del gol, complice, nell’ultimo caso una leggerezza di Scuffet che porta poi al tiro dello spagnolo, di poco sopra la traversa.

Pochi minuti ancora, ed ecco che Fabian Ruiz, travestito da Lorenzo Insigne, pesca l’angolino alla sinistra del portiere friuliano con un tiro a giro, che ormai, diciamolo, a noi piace sempre più. 0-1 e palla al centro. Il Napoli continua a fare la partita, imperterrito verso l’ulteriore conferma di un dominio tecnico tattico senza alcun appello. L’Udinese, dal canto suo prende le misure agli azzurri, ed approfittando della posizione tra le linee di De Paul riesce in più occasioni ad arrivare dalle parti di Karnezis, quasi sempre con Lasagna, sempre poco preciso al momento di concretizzare. Il primo atto non propone altri colpi di scena, l’andamento resta più o meno lo stesso fino al quarantacinquesimo. Giù il sipario e tutti al bar.

Atto secondo

Squadre di nuovo in campo e ruoli improvvisamente invertiti. L’Udinese rientra dagli spogliatoi con la giusta voglia di ribaltare il risultato, e nella prima parte della ripresa detta i tempi e tiene in scacco il Napoli, all’apparenza poco lucido e visibilmente scosso dai ripetuti attacchi bianconeri. Ancelotti corre ai ripari (si fa per dire). Dentro capitan Hamsik al posto di Milik, con Mertens spostato in posizione centrale. Il tempo di guardarsi negli occhi ed ecco che tutti riprendono il lavoro tanto ben riuscito ad inizio gara. Pressione, anticipo, posizionamento in campo come se non ci fosse un domani. Samir prova a dare una mano agli azzurri sfiorando un’autorete che avrebbe avuto del meraviglioso.

Ma pochi minuti dopo, fallo di mano in area di Opoku e calcio di rigore per il Napoli. Detta cosi appare semplice, ma se si considera il tempo richiesto dal Var per esaminare l’eventuale decisione dell’arbitro, c’è davvero poco da scherzare. Attimi di puro terrore.. sportivo certo, ma sempre terrore. Mertens dal dischetto e gol. 0-2 ed ancora palla al centro. A questo punto gli azzurri tornano a tutti gli effetti padroni del campo, l’Udinese ci crede poco e non evita di darlo a vedere. Ultimo cambio per Ancelotti, dentro Rog fuori Zielinski. Anche in questo caso, il tempo di guardarsi in torno ed ecco il giovane centrocampista croato che trafigge ancora una volta il povero Scuffet. Entra Ruiz e segna, entra Rog e segna, ditemi voi. La gara volge al termine tra gli “olè” dei tifosi azzurri presenti alla Dacia Arena a scandire gli ultimi scampoli di possesso palla targato Napoli.

Epilogo

Il Napoli vince ancora, la Juve stavolta no, meno quattro in classifica e quasi quasi.. pensiamo prima a vincerle tutte e poi al massimo si vede. Ancelotti dà l’ennesima lezione a tutti quelli convinti ancora che il Carletto azzurro abbia qualcosa da dimostrare, ma si sa, il calcio è seguito da tutti, ma proprio tutti. La squadra gira bene, qualche sbavatura in difesa ma poca roba. L’attacco fa il suo dovere, cosi come il reparto intermedio, cambiano gli interpreti ma la sostanza resta tutto sommato la stessa.

Il Napoli è una gran bella squadra ed è anche piuttosto evidente, grigliate estive a parte. Un plauso infine ai tifosi azzurri, che anche ad Udine hanno fatto sentire il proprio calore alla squadra. Calore ampiamente ricambiato con una prestazione gradevole, a tratti entusiasmante. Il pubblico si sa, è sovrano, che fischi o applauda, ha sempre, o quasi sempre, l’ultima parola. Luci spente e testa a Parigi.. ma questa, è un’altra storia.

 

 

Paolo Marsico

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