Niente prova tv per Chiesa, il suo tuffo non vale la squalifica

La simulazione di Chiesa non ha portato a provvedimenti disciplinari. Anzi, il ragazzo c’è rimasto male per le critiche e la Fiorentina lo difende.

Niente prova tv per Chiesa, il suo tuffo non vale la squalifica

La versione dell’inciampo

Si chiude con un nulla di fatto il caso di Federico Chiesa. Ieri il Giudice Sportivo ha emesso i verdetti relativi alla settima giornata di Serie A, e non c’è stata squalifica (quindi neanche prova televisiva) per il calciatore della Fiorentina. Resta il rigore inesistente fischiato contro l’Atalanta nel match del Franchi, restano le accuse rivolte al calciatore di essere un simulatore, da parte di Gasperini. Proprio il tecnico orobico è stato multato di 5mila euro per l’atteggiamento tenuto nel finale di partita nei confronti di Pioli. Il danno e la beffa, anche se comunque i toni dell’allenatore e le accuse arrivate dalla società Atalanta sono stati abbastanza pesanti.

E proprio su questo si sta concentrando la difesa d’ufficio della Fiorentina. Oggi, su Il Tirreno, si legge della nuova tesi sul rigore fischiato da Valeri (e non “corretto” dal Var): «Non era rigore e non era simulazione. Semplice. Prima che le gambe di Chiesa e Toloi possano incrociarsi, però, succede una cosa talmente banale che in molti non vedono, o fingono di non vedere: Chiesa inciampa, col piede destro, mentre si sposta per mettersi davanti all’avversario. Solo che lo fa alla sua velocità, quando il suo motore è a pieni giri. Così va giù e quando sta già cadendo arriva il contatto con Toloi. Il dibattito sulle presunte qualità morali del ragazzo, poi, lascia il tempo che trova. Semmai la scena ripropone altri due seri candidati alla condanna (sempre sportiva, ovviamente): l’arbitro e l’addetto al Var, che hanno preso una (doppia) decisione sbagliata».

Le parole di Corvino

Ieri sono circolate le notizie sulla reazione di Chiesa alle critiche. Secondo la Gazzetta dello Sport, «Federico ha faticato a trattenere le lacrime, con mamma Francesca, di solito molto severa, che stavolta l’ha rincuorato con queste parole: “Non ci pensare, goditi i due giorni di riposo”. Il ragazzo si è preso 48 ore di vacanza insieme alla fidanzata Caterina: ma mentre lui riposa, la Fiorentina, di concerto con papà Enrico – molto indignato e infastidito -, sta valutando gli estremi di una querela per danno di immagine».

Ieri sono arrivate anche le parole di Corvino, dirigente viola. Le ha raccolte il Corriere Fiorentino: «Chiesa è un talento, e la sua qualità migliore è il dribbling. Se viene toccato da un avversario durante una sgroppata, ci sta che l’arbitro possa fischiare il rigore. La direzione di Valeri è stata ineccepibile». Pacco, doppio pacco e contropaccotto: non solo Chiesa ha evidentemente simulato, ma ora viene anche difeso dalla sua stessa società e ci resta male per le critiche. La mancata squalifica crea un precedente abbastanza grave, e la versione dell’inciampo è al limite del surreale.

 

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