Bufera Var, i giornali insorgono: «Gli arbitri vogliano riacquisire il vecchio potere?»

Il mancato o diminuito utilizzo del Var (a Firenze e Bologna) alimenta le polemiche: «A cosa serve la tecnologia se poi l’arbitro prende tutte le decisioni?».

Bufera Var, i giornali insorgono: «Gli arbitri vogliano riacquisire il vecchio potere?»

Fiorentina-Atalanta

L’occasione per tornare a parlare (tanto) di Var la offre l’arbitro Valeri a Firenze. Ne abbiamo scritto ance noi ieri, in tempo praticamente reale. Era impossibile non rimanerci male, di fronte alla sfacciata simulazione di Chiesa trasformata in rigore a favore della Viola. E per rimanerci male, in questo caso, facciamo riferimento al mancato utilizzo dello strumento tecnologico, della review in campo da parte dei direttori di gara.

Anche i giornali scrivono parecchio, a cominciare da Repubblica: «Contatto che non c’è tra Chiesa e Toloi. L’arbitro,a guardare il Var, neanche ci va. E  a fine partita succede di tutto. Gasperini che urla a Pioli qualcosa non perfettamente in linea con il fair play, e dichiarazioni burrascose dei bergamaschi. “Chiesa è un simulatore. È una cosa diseducativa”, dice l’allenatore bergamasco ai microfoni. Noi ci chiediamo:  il Var usato così, esattamente, a cosa serve? Il capo degli arbitri Rizzoli è furioso. Per Chiesa potrebbe scattare la prova tv».

Anche la Gazzetta è sulla stessa, identica linea: «Gli abbagli di Firenze e Bologna – come li spiega il designatore Rizzoli? – sono l’ennesimo segnale di un rapporto in crisi tra direttori di gara e tecnologia. Lo avevamo segnalato dopo gli errori della 1a giornata: tra arbitri e Var qualcosa è cambiato. Non il protocollo, ma l’approccio dei direttori di gara: l’anno scorso si affidavano alla Var, oggi sembrano diffidare della Var. L’”uniformità di giudizio” profetizzata da Rizzoli a inizio stagione è sempre più lontana. Perché in certi casi si interviene e in altri, molto simili, no? Qual è la ratio? C’è la voglia di riacquisire il potere? Comunque sia, il risultato è deleterio: i tifosi avevano imparato a fidarsi delle decisioni arbitrali grazie alla moviola, ora sono tornati a diffidarne».

Casarin

L’intervento più assennato e serio sembra essere quello di Paolo Casarin, sul Corriere dela Sera: «Stiamo distruggendo un’esperienza già positiva in Serie A e che, dopo il Mondiale, molte leghe stanno adottando. Le decisioni prese e/o confermate da Valeri a Firenze e Manganiello a Bologna possono essere un goffo tentativo da parte dell’arbitro di riprendersi il potere sminuito dalla tecnologia gestita da un collega? In poco tempo si capirà».

 

 

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