Autostrade chiese alla Ismes di ammorbidire il suo report per risparmiare sul monitoraggio

Lo dichiara un dirigente della società a cui la concessionaria nel 2016 commissionò una valutazione del ponte. Casellati: «Ponte Morandi metafora dell’Italia»

Autostrade chiese alla Ismes di ammorbidire il suo report per risparmiare sul monitoraggio

Due, oggi, i quotidiani che si occupano del ponte Morandi: La Stampa e Il Secolo XIX.

Autostrade invitò Ismes ad ammorbidire gli esiti del suo report

Sul fronte delle indagini, la notizia principale è l’anticipazione degli esiti dell’interrogatorio a Fabrizio Gatti, dirigente Ismes-Cesi, la società a cui Autostrade nel 2016 commissionò una verifica delle condizioni del viadotto.

Gatti avrebbe dichiarato di aver ricevuto pressioni “per ricalibrare in maniera più favorevole ad Autostrade” lo studio.

Autostrade ottenne una copia preliminare del report dell’Ismes, in cui erano già segnalate le anomalie rilevate ed in cui la società proponeva l’installazione d’un sistema di monitoraggio permanente. Dopo averla ricevuta, la concessionaria “chiese se potevamo invece circoscrivere la necessità d’un meccanismo temporaneo e più semplice”, dichiara Gatti. Forse, almeno questo pensano i magistrati, la concessionaria voleva risparmiare un po’ sull’apparecchio fondamentale per la prevenzione.

Davanti a quella bozza l’azienda invitò i consulenti ad ammorbidirsi un po’, cosa che – perlomeno in base a quanto fin qui ricostruito dagli investigatori – avvenne.

Il decreto per Genova e la mini-revoca della concessione

Pronte le prime modifiche al decreto per Genova: riguardano soprattutto i criteri per la ricostruzione e la posizione di Autostrade.

Per lavorare sul ponte occorre aspettare il dissequestro da parte della Procura, una volta concluse le indagini, ma, per la concessione vigente, il ponte dovrebbe tornare nella disponibilità di Autostrade. Invece il governo, con la modifica apportata al decreto, impone ad Autostrade di consegnarle subito a Bucci.

Verrà anche eliminato il veto per la ricostruzione sugli altri concessionari ma non su Autostrade. Vengono inoltre introdotti i criteri di calcolo per i risarcimenti agli sfollati: circa 70 milioni che Autostrade dovrà pagare ma che il commissario potrà anticipare attingendo l fondo che ha a disposizione.

La strategia giudiziaria di Autostrade

Autostrade insiste: può demolire i monconi e costruire il nuovo ponte in nove mesi. Ieri ha inviato formalmente il progetto al commissario Bucci spiegando di averlo fatto “in adempimento delle previsioni di Convenzione”. Una precisa strategia giudiziaria, da parte di Autostrade, che si tutela, così, da eventuali accuse di un inadempimento contrattuale.

Lo stato di agitazione dei dipendenti del 1° Tronco

I sindacati hanno indetto un primo calendario di scioperi per i dipendenti del 1° Tronco di Autostrade. Lo scrive Il Secolo XIX. Una protesta “contro l’atteggiamento dell’azienda, le mancate risposte e i turni massacranti a cui sono sottoposti i lavoratori, considerato il ricorso ormai fisiologico allo straordinario che – denunciano – mette a rischio anche la loro sicurezza, visto che lavorano sulla rete autostradale anche per 12 ore al giorno”.

La proclamazione dello stato di agitazione riguarda i dipendenti di tutti i settori: esazione ai caselli, viabilità, esercizio, impianti, manutenzione, ecc e arriva dopo l’incontro fra sindacati e azienda dello scorso 8 ottobre.

Scrive il quotidiano: alcuni dipendenti “hanno addirittura timore adusare auto aziendali perché sono riconoscibili. Ma siamo certi che le indagini porteranno ad individuare i responsabili di questa tragedia annunciata”.

La presidente del Senato: Il Morandi metafora dell’Italia

In una lunga intervista a firma di Alessandra Costante, su Il Secolo XIX, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, dichiara: “Il ponte Morandi è una metafora del Paese. Da simbolo di sviluppo e innovazione a tragica immagine di una decadenza frutto di incuria e pressapochismo”.

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