I 37mila spettatori per Napoli-Liverpool sono la normalità. L’epica dei 60mila è un luogo comune

La realtà è che lo stadio si riempie o per eventi eccezionali (Real Madrid) o per i prezzi ultrapopolari. Ma la retorica resiste a dispetto dei dati

I 37mila spettatori per Napoli-Liverpool sono la normalità. L’epica dei 60mila è un luogo comune

Napoli è città che vive immersa nei luoghi comuni. L’approccio analitico su Napoli non esiste. Non può esistere. Lo fanno soltanto quei folli del Napolista. L’analisi dice che Napoli-Liverpool, una delle partite più belle della gestione De Laurentiis, contro una delle squadre più forti d’Europa, ha portato al San Paolo 37mila spettatori. Pochini, se li confrontiamo con l’epica che da sempre avvolge la città. Un tempo erano i mitici ottantamila. Poi, dopo la chiusura del terzo anello, sono diventati i sessantamila. Anche gli ormai proverbiali sessantamila di Napoli-Cittadella in realtà erano 45.770. Ma il reale a Napoli è sempre affare secondario.

Il disperato bisogno di diversità

Tutto è falsato quando si parla di Napoli. Nel bene e nel male. La rappresentazione stereotipata ha definitivamente preso il sopravvento sulla realtà. Forse è sempre stato così. “Il pubblico più caldo d’Italia”. “Il boato del San Paolo”. Ai napoletani piace maledettamente sentirsi diversi. Vivono per questo. Probabilmente, non avendo la percezione di poter primeggiare in altro, provano con la diversità che in fondo è un terreno dove la concorrenza è meno agguerrita. Il luogo comune resiste a dispetto dei dati. Oggi l’inviato de L’Equipe è rimasto profondamente colpito dall’urlo del San Paolo e dall’esultanza di Decibel Bellini. Tutto è relativo. E comunque ieri sera il pubblico si è fatto sentire: non molti, ma buoni.

Non c’era l’alibi del caro biglietti

I dati, dicevamo. I dati dicono che ad assistere a Napoli-Liverpool c’erano 37mila persone. E questa volta non c’era l’alibi del caro-biglietti (c’era quello della diretta tv su Raiuno, ma il tifoso non preferisce mai la tv allo stadio. Mai). De Laurentiis – per ammissione anche dei suoi più strenui nemici – stavolta si è “comportato bene”. Ha introdotto i mini abbonamenti per tre partite, con prezzi popolari per Liverpool, Psg e Stella Rossa. Curve a 60 euro e distinti a 110. Già adesso possiamo dire che la partita col Psg sarà importante, e ci auguriamo che possa contare tanto anche quella contro i serbi.

La sindrome da mangiatoia bassa

La risposta di Napoli è stata freddina, se così possiamo dire. Oppure possiamo giudicarla in media con i dati recenti: lo stadio si riempie quando i prezzi sono particolarmente popolari. Oggi l’“ineguagliabile pubblico di Napoli” questo è. E per oggi intendiamo almeno da cinque-sei anni, forse anche di più. Insomma, da quando il Napoli è diventato stabilmente una squadra d’alta classifica e che ha partecipato a cinque Champions League. Sindrome da mangiatoia bassa. L’imborghesimento di cui abbiamo scritto tante volte. Adesso il tifoso vuole vincere. Come se fossimo il Real Madrid. In più, va aggiunto che a Napoli la Champions è considerata una manifestazione di Serie B, che fondamentalmente non ci appartiene, ci è estranea. Che c’entriamo noi con l’Europa? Per giunta con l’Europa di Serie A. Poiché non possiamo vincerla, o comunque abbiamo pochissime chance di farlo, la snobbiamo. Ci interessa soltanto quello in cui possiamo primeggiare. E torniamo alla diversità.

Anche l’Arsenal e il Benfica non scaldarono i cuori

Negli ultimi anni ci sono state altre partite di Champions in cui la risposta del pubblico è stata freddina. Napoli-Arsenal, la sera del pianto di Higuain, con qualificazione ancora possibile, fece segnare 34mila spettatori. In molti preferirono conservare i soldi per Napoli-Inter della domenica successiva, c’era da applaudire o fischiare l’ex Mazzarri. Vuoi mettere con la Champions? Anche Napoli-Benfica, la vittoria europea più prestigiosa del Napoli di Sarri, fece segnare 35mila spettatori. Senza dimenticare i 20mila Napoli-Feyenoord o addirittura i 10.573 di Napoli-Shakhtar. Come se fosse una partita di Coppa Italia. Ci sarebbero anche i 41mila di Napoli-Dnipro semifinale di Europa League altra competizione che in città viene considerata alla stregua del torneo del dopolavoro ferroviario (con tutto il rispetto).

Le eccezioni

Resta alcune eccezioni. Napoli-Real Madrid che fu vissuta come un evento mondano cui dover presenziare: 55mila spettatori. Napoli-Bayern – la prima Champions del Napoli nel 2011 – con 60mila spettatori. Napoli-Chelsea, il primo ottavo di finale raggiunto dal Napoli, fece segnare 52mila spettatori: fu la prima volta del caro biglietti con De Laurentiis. Anche Napoli-Borussia Dortmund, ormai cinque anni fa, richiamò 55mila spettatori. Sono eccezioni. Come, speriamo, possa esserlo Napoli-Psg. La normalità sono i 37mila di ieri sera. La capienza dell’ipotetico stadio di cui ha sempre parlato De Laurentiis. Per ora, resiste il San Paolo. 

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