La sera in cui Ancelotti dimostra cosa vuol dire aver vinto tre Champions: Napoli-Liverpool 1-0

Studia la partita alla perfezione. Il Liverpool non tira mai in porta. Il Napoli padrone del campo. Gol decisivo di Insigne al 90esimo. Napoli primo nel girone

La sera in cui Ancelotti dimostra cosa vuol dire aver vinto tre Champions: Napoli-Liverpool 1-0

Il Liverpool zero tiri in porta

È la notte di Ancelotti, fai attenzione. E la notte di Carletto l’allenatore che nella sua vita ha alzato tre volte la Champions. E si vede. Il Napoli ha battuto il Liverpool 1-0 al termine di una delle più belle partite della gestione De Laurentiis. Giocata con grande attenzione, giudizio, e anche intensità. Equilibrio, per dirla alla Ancelotti. Voleva una partita di equilibrio, lo ha detto in conferenza stampa, e l’ha avuta. Alla fine è stato premiato con il gol di Insigne al 90esimo. Vittoria strameritata, il Napoli aveva colpito una traversa con Mertens e un salvataggio sulla linea di Gomez ha evitato il vantaggio di Callejon. Il Liverpool non ha mai impegnato Ospina, cioè non ha mai tirato nello specchio della porta. Il Napoli è al momento in testa al girone con 4 punti, davanti a Liverpool e Psg a 3.

Una serata da ricordare. Una delle vittorie più importanti degli ultimi dieci anni. Klopp viene a Napoli per la seconda volta da vicecampione d’Europa e per la seconda volta viene sconfitto. Due a uno col Dortmund (c’era Benitez sulla panchina del Napoli) e stavolta 1-0. Il gol decisivo arriva al 90esimo, con Mertens che di tacco serve Callejon che sulla destra fa il vuoto e mette al centro per Insigne che in scivolata segna il gol che fa esplodere il San Paolo.

Studiata benissimo

Ancelotti sceglie prima di entrare in campo la partita da giocare. Schiera una squadra con meno capacità di strappare e, almeno in teoria, con più capacità di tenere palla. A sorpresa fuori Zielinski e dentro Fabian Ruiz. Con Hamsik in campo (che tra l’altro gioca una signora partita). L’altro cambio è Maksimovic al posto di Hysaj. Niente difesa a tre, si gioca a quattro con Maksimovic dalla parte di Mane, con Callejon che copre e Allan che come un cagnaccio fa la voce grossa a centrocampo e finisce col giganteggiare. È l’unico deputato a strappare e lo fa bene.

Non cerca la bella morte

Ancelotti chiede ai suoi di non giocarsela sul ritmo, sarebbe un suicidio con il Liverpool che si schiera in amaranto e non in rosso. Infatti il Napoli non parte a tutta. Gioca con giudizio. Non fa la figura della squadra più debole che dà tutto nei primi 45 minuti e poi muore. No, Ancelotti non cerca la bella morte. Ancelotti non cerca la partita da raccontare. Ancelotti cerca la partita da vincere. Lui sa come si fa. E lo dimostra.

La tattica è chiara: non concedere spazi in ripartenza alla squadra di Klopp, perché là davanti Salah, Firmino e Mane sono micidiali. E infatti quelle poche, pochissime volte in cui hanno l’occasione, mettono i brividi al San Paolo. Anche se Ospina, di fatto, non deve compiere nemmeno una parata. Però nella ripresa si ricordano due uscite fondamentali: una sui piedi di Mane e l’altra su Salah. La chiave della partita dev’essere recuperare palla sulla tre quarti – operazione che riesce bene agli azzurri – e poi provare a entrare in porta.

Molto concentrati

E in effetti il Napoli le sue occasioni le costruisce così. Tre nel primo tempo. La più importante, al quarto d’ora, finisce sul sinistro di Insigne. E lo schema è quello studiato. Palla persa da Keita – che due minuti dopo esce in barella – Milik serve Callejon che taglia con un rasoterra che spalanca la porta davanti a Insigne: il diagonale di sinistro esce di poco. L’occasione è ghiotta, e quindi è sprecata.

Il Napoli è concentratissimo. Fabian Ruiz perde qualche pallone di troppo, ma cresce col tempo. Mentre Hamsik gioca con grande accortezza. A sinistra Mario Rui è desideroso di fra dimenticare la prestazione di Torino, e ci riesce. Dà una mano importante a Koulibaly che deve duellare con Salah. Incredibile ma vero, il senegalese rimedia l’ammonizione con una scivolata su Van Dijk nella metà campo del Liverpool. Liverpool che gioca molto corto, pronto a ripartire, con un ottimo pressing. La squadra di Klopp non trova le solite praterie e un po’ ne risente. Le altre due occasioni passano per i piedi di Milik: la prima è una girata in area cui Alisson oppone il pugno, e la seconda è un’altra palla recuperata ma Milik non serve bene Insigne.

Secondo tempo

Il Napoli rientra molto bene in campo. E si comporta come una squadra che sa di poter vincere. Cresce col passare dei minuti. Sbaglia le scelte nei momenti decisivi. Milik tira invece di servire Fabian Ruiz. Lo stesso Fabian, pochi minuti dopo, non si fida del suo destro e perde il tempo e il pallone per spostarselo sul sinistro. Il Napoli spreca troppo. E comincia a perdere qualche pallone caldo. Con Hamsik che fin lì non aveva sbagliato nulla.

Ancelotti mette dentro Verdi per Fabian e Mertens per Milik. Il Napoli rifiata, il Liverpool cresce. Ma non riesce a tirare.  Al 75esimo clamoroso salvataggio sulla linea di Gomez su tiro a colpo sicuro di controbalzo di Callejon. Poi la traversa di Mertens su cross di Mario Rui. Sembra finita. E invece arriva il gol di Insigne. E chiude il copione che Ancelotti aveva scritto con 24 ore di anticipo.

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