Il caso-Douglas Costa: ci si indigna per lo sputo, ma doveva essere espulso prima

La rassegna stampa sul caso disciplinare di giornata: l’arbitro Chiffi bocciato per il rosso in ritardo, nessuna giustificazione per Douglas Costa.

Il caso-Douglas Costa: ci si indigna per lo sputo, ma doveva essere espulso prima

Rassegna stampa

Ci sono due chiavi di lettura per il caso Douglas Costa. La prima fa riferimento all’episodio in sé, alla «follia antisportiva» del fantasista brasiliano della Juventus», come scrive il Corriere della Sera. Come scrivono anche Repubblica Gazzetta, del resto, perché stavolta è davvero inevitabile.

La ricostruzione della sequenza che ha portato al cartellino rosso, fatta dal quotidiano romano, è eloquente: «Prima una gomitata, fredda e precisa, a palla lontana. Poi una testata leggermente imprecisa (la preparazione è stata efficace, ma è mancato di poco l’impatto) però molto teatrale, perché recitata a pochi metri dal giovane arbitro Chiffi, che si è limitato a giudicarla con un prudente cartellino giallo. Infine, la scena madre di uno sputo anche bello copioso, stampato in faccia a Di Francesco (così come gomitata e zuccata) e proprio in asse con la telecamera a bordo campo, che ha subito trasmesso le immagini al Var: non c’è stato bisogno di conciliaboli né di revisioni per decidere che Douglas Costa, a quel punto, meritasse quel sacrosanto cartellino rosso che ha finalmente stroncato un minuto abbondante di maleducata antisportività».

Da questo testo, la seconda chiave di lettura: percezione degli episodi e timing del provvedimento disciplinare. Douglas Costa andava espulso prima, quando ha risposto con una reazione sconsiderata alla prima provocazione di Di Francesco. Certo, il calciatore del Sassuolo ha reiterato il proprio comportamento antisportivo. Ma tutto è rimasto nell’ambito della comunicazione verbale, mentre Douglas Costa è passato tre volte alle vie di fatto. E solo alla terza è stato espulso, tramite intervento del Var.

Le scuse social

Reazioni forti dal mondo del calcio e dallo stesso ambiente Juventus. Com’è giusto che sia, del resto. Il (triplo) gesto di Douglas Costa è indifendibile, e infatti dal club bianconero è arrivata una condanna immediata. L’immediato pentimento è arrivato sui social: Douglas Costa ha ammesso di aver sbagliato, non si è scusato personalmente don Di Francesco ma ha difeso il resto della sua carriera (praticamente irreprensibile dal punto di vista disciplinare).

La Gazzetta scrive che questo suo atteggiamento «non servirà a evitargli multa e pesante squalifica». Del resto, anche il suo tecnico Allegri ha condannato l’episodio, cancellando ogni giustificazione: «È giusto che venga multato. Se c’è una cosa che quest’anno non dobbiamo fare, è cadere nelle provocazioni. Douglas Costa ha sbagliato, la partita non è una corrida. Ma tutti gli ultimi 10’ non mi sono piaciuti, ci siamo incasinati».

La squalifica

Come scritto anche ieri dal Napolista, ora si attende la sentenza del Giudice Sportivo. Repubblica scrive che «il tariffario prevede tre turni di squalifica  per comportamenti di questo genere», e che l’eventuale multa «sarà calcolata in base ai turni di stop che gli saranno comminati. Si parla anche di un’ammenda fino a 100mila euro». In ogni caso, è lecito pensare che il fantasista brasiliano possa saltare il match contro il Napoli, in calendario allo Juventus Stadium per il prossimo 29 settembre. Tra tre giornate esatte.

Condanna unanime per il brasiliano da tutte le testate di riferimento, l’abbiamo scritto. Anche l’arbitro Chiffi non viene assolto nel day after. La Gazzetta scrive che dopo la prima reazione «Douglas Costa si è visto sventolare sotto il naso solo il giallo». Secondo Repubblica, il direttore di gara è  stato «molto timido, quasi casalingo. Per espellere Douglas Costa bastavano gomitata e testata». Poi è arrivato lo sputo, che ha cancellato ogni dubbio ma ne ha alimentati altri.

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