Il Napoli di Ancelotti parte col regista

Il report della seduta di allenamento: Ancelotti prova Diawara e Hamsik come vertici bassi a centrocampo, tattica pura sul campo di Dimaro.

Il Napoli di Ancelotti parte col regista

Tattica pura

Volevamo vedere proprio questo, eravamo curiosi. Un po’ come quando sei al palazzetto dello sport a vedere gli Harlem Globetrotters: sai cosa aspettarti, ma non sai quali evoluzioni si inventeranno quei diavoli colorati. Ecco, ci aspettavamo le esercitazioni tattiche di Ancelotti, la preparazione del gioco in purezza, anche e soprattutto a Dimaro, per il pubblico. Ebbene, è arrivato il momento. Già al secondo giorno.

A pochi minuti dalla sua prima conferenza stampa come allenatore del Napoli, Ancelotti inizia a spiegare il suo programma politico. Che poi, nel calcio, è il software del campo scritto per e sull’hardware della squadra, dei giocatori. La prima prova di oggi chiarisce che vedremo un Napoli che gioca a calcio in un certo modo, vicino eppure lontano rispetto al triennio di Sarri.

Il regista

Squadra divisa in due, nella parte destra del campo c’è una prova di doppia fase, ripartenza dal basso e costruzione dell’azione. Proviamo a spiegarla velocemente: il portiere gioca il pallone con i piedi, servito da Diawara. Il senso dell’esercizio è l’uscita palla a terra dalla difesa, con un regista che fa da perno e governa il cambio di direzione del pallone, da una fascia all’altra.

Subito dopo il ritorno a centrocampo, gli uomini che hanno pressato fino a pochi secondi prima si trasformano in attaccanti, la palla viaggia velocemente verso la prima punta, Roberto Inglese, che la gira immediatamente verso l’intermedio destro. Poi, palla di prima sulla sovrapposizione del terzino, cross al centro, solitamente basso ed arretrato. Infine, la conclusione.

Il perno è Diawara, in costruzione bassa. Nel gioco verticale, che veniva provato anche ai tempi di Sarri, ci si appoggia molto sulla prima punta che viene indietro e poi apre il gioco. Sono sentori della presenza di un regista, quindi di un centrocampo presumibilmente a tre. Difficile pensare al doble pivote dopo aver visto la prima parte della seduta di oggi.

Il regista/2

Anche perché dall’altra parte del campo Hamsik governa un torello da perno arretrato, poi c’è il cambio dei gruppi e Marek diventa il nuovo Diawara, stessa posizione, stessi compiti, solo che ora si attacca a sinistra e non a destra. Fa il regista, il capitano del Napoli. Gestisce da vertice basso lo stesso esercizio, le stesse suggestioni tattiche, per un lavoro che definisce i contorni del nuovo Napoli in maniera abbastanza chiara. Almeno per queste prime uscite.

Le indiscrezioni del pre-ritiro prendono vita davanti ai nostri occhi, quella di Hamsik è un’idea stuzzicante di cui vi abbiamo parlato già tempo fa. Che per il momento resta un abbozzo di idea, ovviamente da verificare oltre una seduta di allenamento a Dimaro, oggi inondata di sole.

La seduta continua con due lunghi torelli, uno gestito da Carlo Ancelotti e l’altro da suo figlio Davide. C’è la sensazione che quello di Ancelotti padre vada più veloce di quello di Ancelotti figlio. Ma è solo una nostra impressione, colta da lontano, non fateci troppo caso, nel senso di non costruirci sopra nulla. Anche perché l’allenatore in seconda del Napoli ha un ruolo fondamentale nella preparazione della squadra, la sua importanza si percepisce chiaramente, rappresenta un riferimento importante per i calciatori e per il tecnico in prima.

Finale

Forse, per rispettare l’ambiente da Harlem Globetrotters ma anche di lavoro ento si chiude con una partitella sulla metà campo. L’obiettivo è ovviamente il gol, ma c’è molta attenzione alla costruzione dei cross dalla fascia, alti o bassi. Si finisce dopo un’ora e mezza, solo che il ritmo è stato meno sostenuto rispetto a ieri. Forse è colpa o merito, a seconda di come la vogliamo vedere, della conferenza che sta per iniziare. Ancelotti featuring De Laurentiis, appuntamento tra pochi minuti. Si entra nel vivo.

 

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